Foto Atalanta
Ci hanno creduto fino all’ultimo, e alla fine la storia è stata scritta. L’Atalanta Primavera ha vinto la Coppa Italia: all’Arena Civica Gianni Brera di Milano, i nerazzurri hanno battuto oggi (mercoledì 29 aprile) la Juventus Under 20 ai calci di rigore e hanno alzato il trofeo per la quarta volta nella loro storia, ventitré anni dopo l’ultimo successo del 2002/03.
La partita sembrava stregata. La Juventus è passata vantaggio al 27′ con un destro a giro di Rizzo e per tutto il secondo tempo s’è difesa con ordine, con il portiere Radu protagonista di almeno tre interventi decisivi. L’Atalanta ha colpito anche una traversa con Baldo, ha spinto, ha cercato il pareggio in ogni modo. Decisivi, nel corso del secondo tempo, i miracoli di Anelli, protagonista assoluto che per l’ennesima volta ha tenuto in piedi i suoi.
Poi, al 94′, quando sembrava tutto perduto, è arrivato il momento che nessun tifoso nerazzurro dimenticherà: cross di Camara, colpo di testa di Isoa e palla in rete. Pareggio allo scadere e finale ribaltata. Anche perché non sono previsti i tempi supplementari: si va direttamente ai rigori.
Dal dischetto, l’Atalanta non ha tremato. Mouisse, Gasparello, Baldo e Ruiz de Valdivia hanno trasformato tutti i loro tentativi. La Juventus, invece, si è scontrata con un muro: Alessandro Anelli ha parato due rigori, prima a Verde, poi a Lopez, diventando l’eroe assoluto della serata. Finale: Atalanta campione.
È stata una giornata di sport vero, di rimonta, di carattere. La stessa “materia” di cui era fatta quella doppia finale del 2003 contro la Lazio, quando i nerazzurri rimontarono in entrambe le gare, con Pazzini prima e con Canini e Inacio Pià poi. Ventitré anni dopo, il copione si ripete. Perché l’Atalanta Primavera non molla mai.
Grande soddisfazione per mister Bosi e il suo vice Zanchi, oggi in panchina, e per tutto lo staff. Un enorme orgoglio per l’intero settore giovanile nerazzurro, che continua a confermare la propria eccellenza nel panorama del calcio giovanile italiano.
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Una vittoria che fa bene all’ambiente, che premia il lavoro quotidiano e che regala a una generazione di giovani talenti un ricordo che porteranno con sé per sempre. Davanti a un corposo gruppo di tifosi e ultras bergamaschi (quasi 500 in quel di Milano) e sotto gli occhi della dirigenza: dall’ad Luca Percassi al direttore del Settore giovanile Roberto Samaden, passando per Umberto Marino e Andrea Fabris. E in rappresentanza della prima squadra c’era pure Kolasinac.