Quanto costa la casa dove abito? E’ capitato a tutti quanti, prima o poi, di porsi una domanda simile. Grazie a un utilissimo servizio dell’Agenzia delle Entrate, l’Osservatorio sul mercato immobiliare italiano (Omi), è possibile individuare l’area in cui si vive e vedere quanto vale, al metro quadro, un immobile in quella zona.
Nel Nord sono concentrate le prime 5 posizioni in termini di valori assoluti
Anche quest’anno – i dati sono relativi al secondo semestre del 2025, e sono stati pubblicati a marzo – il record nazionale per il costo delle abitazioni è assegnato d’ufficio a Portofino. Per acquistare un appartamento nel simbolico centro ligure bisogna sborsare la non semplice cifra di 22.900 euro a metro quadro. La medaglia d’argento spetta al capoluogo lombardo: per comprare casa con vista sulla piazza del Duomo, nel quadrilatero compreso tra San Babila, il Castello e Brera, si parla di quasi 21mila euro a metro quadro. Al terzo posto l’iconica località montana di Cortina d’Ampezzo, nel Bellunese. Qui ci vogliono 14.100 euro per metro quadro. A pochissima distanza la regina delle Dolomiti, Madonna di Campiglio, con 14.000 euro a metro quadro. In quinta posizione c’è Sestri Levante, dove la quotazione è di 13.700 euro al metro quadro.
La situazione del Nordovest
Spulciando i dati del portale interattivo dell’Osservatorio dedicato dall’Agenzia delle entrate si è cercato di fornire un quadro generale delle città capoluogo delle nostre regioni. Si è preso in considerazione gli appartamenti (non le ville) per avere un dato il più uniforme possibile tra le città. I valori sono indicati in fasce di quotazioni al metro quadro: colpisce il confronto tra i 3 capoluoghi di regione. Se Milano – come già accennato – supera i 20mila euro nelle sue zone più care, Torino si ferma a 6.600 euro, mentre Genova non arriva a 5mila. La città dove conviene di più comprare casa tra i nostri capoluoghi di provincia è Biella: qui infatti le abitazioni vanno da una quotazione minima di 450 euro delle periferie a una massima di 950 euro del centro storico. E’ curioso anche sottolineare il numero di zone Omi in cui una città è stata divisa. Potrebbe dipendere solamente dalle dimensioni di un nucleo urbano, ma osservando i dati appare evidente che non è così: la città con più zone di quotazioni diverse è infatti Genova (81), ben più piccola di Milano, che ne ha quasi la metà (43).
Un’importante indicazione per leggere questi numeri
La ricerca non considera le mete turistiche, ma solamente le città capoluogo. Già questo basti per fornire un avviso importante, da non sottovalutare: tutti i dati raccolti non sono esaustivi della situazione immobiliare. L’osservatorio è uno strumento utilissimo per le agenzie immobiliari per fornire un punto di partenza, ma per valutare una casa correttamente l’unica cosa da fare è rivolgersi a un professionista, che tenga in conto anche altre considerazioni.