A un anno e otto mesi dalla sparatoria in cui Donald Trump è stato ferito da un proiettile a un orecchio durante la sua campagna elettorale in Pennsylvania, un altro tentativo di attentato si è verificato nei confronti di quello che oggi è diventato il Presidente degli Stati Uniti.
Sparatoria alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca
Rispetto alla manifestazione di Butler, avvenuta all’aperto durante un comizio, la sparatoria della notte tra sabato 25 e domenica 26 aprile 2026 ha avuto luogo all’hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo la tradizionale cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Un galà dei media, al quale erano presenti circa 2.600 giornalisti. All’improvviso, mentre nella sala la cena stava proseguendo nella tranquillità, un boato e poi diversi spari hanno lanciato un campanello d’allarme, scatenando il panico.
Trump scortato via
Sul palco nel quale si trovavano le principali autorità statunitensi è scattato il piano di sicurezza: il Presidente Trump e il suo vice J. D. Vance sono stati immediatamente scortati via dagli agenti del Secrete Service, armati di mitra, seguendo due direzioni diverse come vuole il protocollo in questi casi.
Gli agenti del Secret Service che portano via dal loro tavolo il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance pic.twitter.com/pJGh6EMUH4
— Ultimora.net (@ultimoranet) April 26, 2026
Con loro c’erano anche la first lady Melania Trump, l’attorney general Todd Blanche e il capo dell’Fbi Kash Patel.
Tutta la gente presente alla cena ha cercato invece riparo come ha potuto, soprattutto nascondendosi sotto ai tavoli o dietro alle colonne della sala. In quello stesso hotel di Washington, nel 1981, in un altro tentativo di assassinio rimase ferito il Presidente Ronald Reagan.
Fermato il presunto attentatore
Il presunto attentatore è stato subito fermato. Si tratterebbe di Cole Tomas Allen, 31enne californiano, colpito da un agente dei servizi segreti. Un altro collega, invece, è stato ferito: dato che indossava il giubbotto antiproiettile, non sarebbe in pericolo di vita. Ora si trova in ospedale. Oltre all’agente, nessun altra persona è rimasta ferita.
Dalle prime informazioni sull’autore della sparatoria, Cole Tomas Allen sarebbe un ingegnere meccanico laureato alla CalTech, il California Institute of Technology.
President Donald J. Trump delivers a statement following a shooter near the White House Correspondents’ Dinner. pic.twitter.com/wOr1SjdfvP
— The White House (@WhiteHouse) April 26, 2026
In un conferenza stampa dal palco della Casa Bianca, quando la situazione è ritornata alla normalità a seguito dell’attentato, il Presidente Trump ha riferito che il 31enne sarebbe “un lupo solitario” che “voleva uccidere”, evidenziando quindi la natura isolata della sparatoria. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto che Cole Tomas Allen aveva con sé “molte armi“. Sul suo social Truth, Trump ha condisivo un filmato del momento in cui l’attentatore è stato fermato dalla sicurezza.
“A man charged a security checkpoint armed with multiple weapons, and he was taken down by some very brave members of Secret Service.” – President Donald J. Trump pic.twitter.com/N3UTveVNFM
— The White House (@WhiteHouse) April 26, 2026
La procuratrice di Washington, Jeanine Pirro, ha poi spiegato che il presunto attentatore aveva un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli.
Trump, inusualmente calmo, ha ringraziato il Secrete Service per il lavoro svolto e ha promesso che la serata della cena di galà dei media sarà organizzata di nuovo in un mese.
Solidarietà
Tramite un post sul suo profilo X ufficiale, la Premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Trump, condannando quanto accaduto:
“Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al Presidente Trump, alla First Lady Melania, al Vice Presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre Nazioni”.
Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al Presidente Trump, alla First Lady Melania, al Vice Presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera.
Nessun odio politico può trovare…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 26, 2026
Anche Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione europea, si è espressa con queste parole:
“Sollievo nel sapere che Donald Trump e Melania Trump e tutti i partecipanti alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca sono al sicuro. La violenza non ha posto in politica, mai. Un ringraziamento alla polizia e ai soccorritori per il loro tempestivo intervento che ha garantito la sicurezza degli ospiti”.
Relieved to hear that @POTUS Donald Trump and @FLOTUS Melania Trump and everyone attending the White House Correspondents’ Dinner are safe.
Violence has no place in politics, ever.
With thanks to the swift action of the police and responders for ensuring the safety of the…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) April 26, 2026