Nuovo colpo di scena nel caso Gianluca Rocchi: la Procura FIGC, che in un primo momento aveva deciso per l’archiviazione, torna sui propri passi e riapre il dossier. Nella mattinata di sabato, alla luce dell’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva, è stata inoltrata alla Procura di Milano la richiesta degli atti dell’inchiesta.
Secondo quanto filtra da ambienti federali, la decisione arriva prima ancora della mossa della Procura Generale dello Sport, che nel frattempo ha chiesto chiarimenti sulla gestione del caso. Un segnale evidente di come la vicenda stia assumendo contorni sempre più delicati per l’intero sistema calcistico.
A intervenire è stato anche il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, che ha puntato il dito contro le modalità con cui la denuncia è stata trattata: “l’aspetto più grave è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico”. Parole pesanti, che suonano come una critica diretta alla FIGC, già finita nel mirino dopo il fallimento della qualificazione dell’Italia al prossimo Mondiale. Non è un segnale isolato: Abodi continua infatti a spingere per un possibile commissariamento.
L’indagine federale era nata dall’esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, focalizzato esclusivamente sulla gara Udinese-Parma. Nel provvedimento di archiviazione firmato dal Procuratore Giuseppe Chiné si leggeva che “non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare”.
Ora però lo scenario cambia: con l’arrivo degli atti da Milano, il caso Rocchi potrebbe conoscere nuovi sviluppi. Nel frattempo, il designatore arbitrale ribadisce la propria posizione, dichiarandosi sereno in attesa degli sviluppi.