Proprio come un albero, la pace e la libertà nascono da piccoli semi, necessitano di radici solide e vanno coltivate ogni giorno. Si arricchisce di una nuova essenza il Giardino della Memoria di Ronco Briantino, l’area verde situata tra il Municipio e la scuola materna che l’Amministrazione comunale ha deciso di trasformare in un’oasi alberata dedicata al ricordo e alla lotta contro i mali del mondo.
Il Giardino della Memoria si arricchisce
Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, un faggio rosso ha trovato posto nel cuore del Giardino, intitolato alla Liberazione e dedicato a tutti coloro che hanno scelto di stare dalla parte giusta della storia. Spesso anche a costo della propria vita. L’albero è stato donato dalla sezione Anpi “Sandro Pertini”, rappresentata da Danilo Rognoni, che durante il proprio discorso ha voluto ricordare, con voce commossa, i martiri della Resistenza e i valori per cui si sono battuti: pace, giustizia e libertà. Gli stessi che ci sono stati donati grazie al sangue versato dai nostri padri. Gli stessi che siamo chiamati a custodire e coltivare, proprio come si farebbe come un albero:
“Tutti concetti che oggi sono messi in dubbio dal barbarico ritorno delle guerre – ha ricordato Rognoni – Eppure, dalle radici di 80 anni fa, possiamo trovare la forza e il coraggio di resistere. Perché laddove ci sarà un nuovo fascismo, ci sarà anche una nuova resistenza. E dopo la resistenza c’è sempre la liberazione”

Ecco il faggio in ricordo della Liberazione
Poi, prima la scopertura della targa ad opera di alcuni bambini presenti alla cerimonia, con le parole di Pietro Calamandrei scolpite accanto al faggio, da oggi messo a dimora insieme alle altre speciali piante già inaugurate nel corso dei mesi precedenti: l’hibakujumoku sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima, l’acero giapponese dedicato alle vittime di tutte le guerre e l’ulivo posto a omaggio delle vite spezzate dal Covid:
“Ci troviamo a commemorare la Storia in una cornice insolita, ma altrettanto suggestiva per il valore simbolico che abbiamo voluto attribuire a questo luogo – ha sottolineato il sindaco Francesco Colombo – I sopravvissuti di Auschwitz ci hanno lasciato un messaggio importante: l’invito a non abbassare la guardia, l’esortazione a non dimenticare gli errori del passato. Da questa consapevolezza è scaturita la volontà di realizzare il nostro Giardino della Memoria. Oggi dedichiamo un faggio rosso a chi ha combattuto e sacrificato la vita per restituirci la libertà dal Nazifascismo: a 81 anni di distanza, tocca a noi raccoglierne il testimone. Questo albero ci aiuti a ricordare che libertà e democrazia sono condizioni che si possono anche perdere: spetta a noi vigilare per difendere ciò che venne conquistato a caro prezzo e che abbiamo il dovere di proteggere per noi e chi verrà dopo di noi”
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