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Crans Montana, la Svizzera chiede il pagamento delle spese mediche per il ricovero dei ragazzi italiani

Il nostro ambasciatore: “Irricevibile, non salderemo il conto”. Rispedita al mittente la fattura per le cure mediche ai tre giovani coinvolti nel rogo del locale Constellation

Crans Montana, la Svizzera chiede il pagamento delle spese mediche per il ricovero dei ragazzi italiani

In un clima di forte tensione diplomatica tra Roma e Berna, il governo italiano ha formalmente respinto la richiesta di pagamento di 100.000 franchi svizzeri avanzata dal Cantone Vallese. La somma si riferisce alle spese per il ricovero ospedaliero presso la struttura di Sion di tre giovani connazionali, sopravvissuti al grave incendio divampato all’interno del locale Constellation di Crans-Montana.

Meloni: “Richieste ignobili”

Sulla questione è intervenuta direttamente la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendo le pretese economiche elvetiche come “richieste ignobili a cui le istituzioni italiane non intendono dare alcun seguito. La linea della fermezza adottata da Palazzo Chigi sottolinea l’assenza di responsabilità erariali da parte dello Stato italiano in merito a un evento tragico causato da gravi carenze nei sistemi di sicurezza della struttura svizzera.

L’Ambasciatore a Berna

L’Ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha ufficializzato il diniego durante la giornata di ieri, venerdì 24 aprile 2026. Il diplomatico ha ribadito che la richiesta è stata respinta al mittente, precisando che l’Italia non pagherà un solo centesimo poiché non sussiste alcuna corresponsabilità diretta nel ferimento dei tre ragazzi. Cornado ha evidenziato come la priorità debba restare l’accertamento delle colpe gestionali piuttosto che la riscossione di crediti sanitari.

Gian Lorenzo Cornado

Le gravi inadempienze rilevate

Secondo quanto ricostruito dalla rappresentanza diplomatica, il rogo ha mostrato criticità strutturali profonde:

  1. I gestori del locale avrebbero sbarrato le uscite di sicurezza, impedendo una rapida evacuazione
  2. A questo si aggiunge l’omissione dei controlli amministrativi da parte del Comune, rimasti fermi per sei anni
  3. Infine la mancata vigilanza dello stesso Cantone Vallese (che ora batte cassa senza alcuna vergogna), che avrebbe dovuto verificare l’operato dell’ente locale in materia di prevenzione incendi.
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In memoria

Il principio di reciprocità sanitaria

Un ulteriore punto di frizione riguarda il trattamento dei pazienti internazionali tra i due Paesi.

Le autorità italiane hanno ricordato che, in precedenza, due cittadini svizzeri hanno ricevuto assistenza medica per diversi mesi presso l’ospedale Niguarda di Milano.

In quell’occasione, il sistema sanitario nazionale ha garantito le cure necessarie senza richiedere rimborsi o avanzare pretese finanziarie nei confronti della Confederazione, seguendo un principio di reciproca assistenza.

Reciprocità che noi rivendichiamo“, ha precisato l’ambasciatore Cornado, secondo cui il dialogo con le istituzioni svizzere proseguirà.