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Trump dopo due proroghe ora toglie del tutto la scadenza sul cessate il fuoco

Domani potrebbero riprendere i negoziati. Il presidente Usa: "Non c'è fretta, il nostro blocco gli fa più paura"

Trump dopo due proroghe ora toglie del tutto la scadenza sul cessate il fuoco

Mentre la situazione nello stretto di Hormuz ha visto un aumento del livello di tensione dopo che l’Iran ha sequestrato due navi cargo, colpendone una terza, sul fronte diplomatico si è in attesa di capire quando si svolgeranno i negoziati tra Washington e Teheran. A inizio settimana si sarebbe dovuto tenere il secondo round di trattative tra le parti in Pakistan, tuttavia sia la delegazione iraniana, sia quella statunitense con il vicepresidente Vance non hanno raggiunto Islamabad.

Colloqui venerdì?

E le ultime notizie in questo senso sono piuttosto contrastanti. Da una parte c’è Trump che, in un’intervista al New York Post, dichiara che i colloqui potrebbero essere possibili già venerdì 24 aprile 2026. Dall’altra, invece, l’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran iraniani, smentisce tutto:

“Trump ha mentito di nuovo. L’Iran al momento non ha intenzione di negoziare venerdì”.

Nel frattempo, però, il Presidente degli Stati Uniti, tramite un post pubblicato sul suo social Truth, ha fatto sapere che il cessate il fuoco in Iran è stato prolungato.

Le parole di Trump su Truth

Nessuna scadenza sul cessate il fuoco

Il dettaglio in più emerso nelle ore successive, come riferito dalla portavoce Karoline Leavitt, è che la Casa Bianca non ha fissato alcuna scadenza precisa per ricevere una proposta di pace dall’Iran. Sarà quindi Trump a dettare la tempistica del cessate il fuoco, smentendo così l’ipotesi iniziale della durata di 3-5 giorni.

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie (IRCG), in ogni caso, resta sul chi va là, non convinto dall’estensione statunitense del cessate il fuoco. L’Iran, infatti, teme una trappola e minaccia “sorprese belliche” con l’intenzione di “difendere il Paese dal nemico guerrafondaio”.

Per Teheran l’unica condizione possibile per far ripartire i negoziati è la rimozione del blocco navale USA nello stretto. Proprio questa circostanza ha spinto i Pasdaran a mantenere la chiusura su Hormuz, con conseguente rigido controllo delle navi mercantili che transitano in quella fascia di mare.

L’attacco iraniano ai cargo

In tal senso, mercoledì 22 aprile 2026, le Guardie Rivoluzionarie hanno sequestrato due cargo nell’area, colpendone una terza. Tramite l’agenzia Tasnim, i Pasdaran hanno riferito:

“Abbiamo sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Erano non conformi. Sono la portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due navi sono state scortate fino alla costa iraniana. Avevano messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione”.

La terza nave, invece, è la portacontainer Euphoria.

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