Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista al New York Post, ha riferito che i negoziati con l’Iran potrebbero svolgersi entro venerdì 24 aprile 2026, data non confermata da Teheran, nello stretto di Hormuz il livello di tensione resta massimo.
Iran sequestra due mercantili
Nella giornata di mercoledì 22 aprile 2026, infatti, i pasdaran hanno attaccato tre navi cargo del gruppo Msc, che tentavano di uscire dal Golfo Persico, sequestrandone due poi scortate fino alle coste iraniane.
🚨🇮🇷 JUST IN: Iran released video of its forces seizing container ships in the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/5tx8H4TQTh
— Nova Intel (@intel_nova) April 23, 2026
Nel dettaglio, i due mercantili sequestrati dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie (IRCG) sono la Msc Francesca, accusata di essere “collegata a Israele“, e la Epaminondas sprovvista, secondo i pasdaran, dei “permessi necessari” e che avrebbe “manomesso i sistemi di navigazione“.
“Due navi sequestrate dall’IRGC sono entrambe gestite da MSC. Mentre i rapporti iniziali suggeriscono che facessero parte di un convoglio MSC a sei navi, l’analisi dei binari condotta dagli analisti della MarineTraffic indica che è improbabile che stessero transitando insieme alle altre quattro navi, che sono uscite con successo dall’area. Invece, le due navi sembrano aver seguito una rotta diversa e stavano seguendo le altre. Epaminondas, una nave noleggiata da 6.690 TEU schierata sul servizio INDUSA che collega l’India e la costa orientale degli Stati Uniti, con chiamate intermedie al porto di Khalifa e Jebel Ali, e MSC Francesca (11.336 TEU), che operava sul servizio Himalaya Express che collega India, Golfo Persico e Mediterraneo, era rimasta entrambe bloccata nel Golfo Persico dall’inizio del conflitto”.
Colpito terzo cargo
L’agenzia Fars, affiliata a Teheran, ha dichiarato che la terza nave, la Msc Euphoria, si sarebbe invece incagliata al largo dell’Iran.
Ma BBC Verify, che analizza i dati di MarineTraffic, avrebbe smentito la notizia, affermando che Euphoria avrebbe ripreso la navigazione verso sud dopo l’attacco per poi gettare l’ancora in rada a circa 13 miglia nautiche dal porto di Khor Fakkan.
Centcom: “USA hanno fatto invertire rotta a 31 navi”
Dall’altro lato, invece, a seguito del blocco navale degli Stati Uniti imposto nello stretto di Hormuz sui mercantili iraniani, il Centcom, cioè il Comando combattente unificato delle Forze Armate USA, ha dichiarato su X:
“Le forze statunitensi hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di tornare in porto nell’ambito del blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro l’Iran”.
U.S. forces have directed 31 vessels to turn around or return to port as part of the U.S. blockade against Iran. 🇺🇸 pic.twitter.com/lG5ACEt7LR
— U.S. Central Command (@CENTCOM) April 23, 2026
Prezzo del petrolio in salita
In sostanza, la situazione nella fascia di mare tra la Penisola Arabica e l’Iran resta travagliata. Sebbene sulla carta lo stretto di Hormuz sia socchiuso, con passaggio di mercantili controllato da Teheran, nella realtà dei fatti risulta essere impraticabile.
E questo aspetto genera timori a livello globale, dato che da lì transitano circa venti milioni di barili al giorno, cioè un quinto dei consumi mondiali di liquidi petroliferi e circa un quarto del greggio trasportato via mare.
Se i traffici si bloccano, le conseguenze si riflettono ovunque, dall’Asia all’Europa, influenzando costi dell’energia e inflazione. Non a caso, mercoledì il prezzo del petrolio Brent è risalito sopra i 100 dollari al barile.
Nella giornata di giovedì 23 aprile 2026, invece, i prezzi del petrolio sono aumentati per il terzo giorno consecutivo: il Brent, con consegna a giugno, è salito di oltre l’1% rispetto al giorno precedente, raggiungendo i 103,23 dollari al barile (159 litri).