Bergamo (BG)

Assurda la serie di errori dal dischetto dell’Atalanta (i più gravi sono quelli di Scamacca e Zappacosta)

Il poker di respinte di Motta, giovane portiere biancoceleste, è figlio della sua bravura, ma anche di scelte sbagliate dei nerazzurri

Assurda la serie di errori dal dischetto dell’Atalanta (i più gravi sono quelli di Scamacca e Zappacosta)

Inizia la girandola dei rigori, calcia Raspadori e spiazza Motta. Poi sul dischetto va Nuno Tavares, che si fa ipnotizzare da Carnesecchi. Eccolo, il primo momento decisivo della serie: si presenta Scamacca, lo calcia “a chiudere” sull’interno destro e Motta para bene in tuffo.

Lì non è decisivo l’intervento del portiere, ma sbagliata la scelta del tiratore: quel penalty lo devi segnare, in qualsiasi modo. Calciando una sassata centrale, quante possibilità ci sono che l’estremo avversario rimanga in piedi per respingerla? Forse nessuna.

Dopo l’errore di Scamacca, la Lazio manda a calciare Cataldi, che prende il palo alla sinistra di Carnesecchi (comunque proteso in tuffo dalla parte giusta). Quindi seconda occasione colossale per la Dea. Si presenta a tirare Zappacosta e, ancora una volta, Motta battezza l’angolo e respinge.

Sono questi i due errori nerazzurri più pesanti della serata. Momenti in cui potevi e dovevi scappare avanti, forse in modo decisivo, e in cui non hai avuto la forza, la lucidità mentale di farlo. Di riuscirci.

Pasalic e De Ketelaere (due che qualche rigore, anche importante, in passato lo hanno calciato) sono poi arrivati a tirare nella situazione peggiore, perché l’inerzia – e quindi la fiducia – era già passata sulla sponda laziale.

Ripetiamo, non si discute il gesto tecnico, ma la scelta. E non è chiaro il motivo per cui si vedano sempre più raramente rigori calciati in mezzo alla porta, visto che i portieri quasi sempre si tuffano da una parte o dall’altra. Per batterli servono cinismo e freddezza.