Non ha mai cercato etichette o rivoluzioni teoriche, ma il calcio di Luciano Spalletti continua a lasciare il segno. Niente “spallettismo”, piuttosto pragmatismo, equilibrio e risultati. E oggi anche la Juventus beneficia di questa filosofia, dopo aver attraversato un periodo complicato.
Il successo contro il Bologna non è stato solo importante per la classifica, ma anche simbolico: con 302 vittorie in Serie A, Spalletti ha raggiunto una leggenda come Nereo Rocco. Un traguardo che certifica la continuità di un allenatore capace di incidere ovunque.
Al di là delle statistiche, però, contano i punti. La Juventus è ora quarta con 63 punti, con un margine di +5 su Como e Roma, attualmente appaiate. La qualificazione alla Champions League è sempre più concreta, anche alla luce di un calendario che, dopo la sfida chiave contro il Milan, si presenta più accessibile con Verona, Lecce, Fiorentina e Torino.
Proprio il confronto con il Milan può rappresentare uno snodo decisivo: in caso di vittoria, i bianconeri aggancerebbero i rossoneri con il vantaggio degli scontri diretti. Uno scenario tutt’altro che improbabile, considerando il momento delle due squadre.
La Juventus appare infatti in crescita costante: ha recuperato giocatori importanti, ha ritrovato brillantezza e può contare anche sul contributo offensivo di Jonathan David. Resta poi una carta importante come Yildiz, il cui ritorno al top della condizione potrebbe dare ulteriore qualità.
I numeri confermano il trend positivo: nelle ultime sei partite, tra Perin e Di Gregorio, sono arrivati cinque clean sheet. Inoltre, nelle ultime 26 gare allo Stadium si registra una sola sconfitta, proprio contro il Como. La squadra mostra versatilità tattica, rendendo sia con la difesa a quattro che a tre, e dimostra di saper gestire sia il possesso che la riaggressione, elemento chiave del calcio moderno.
Rispetto alle rivali, i bianconeri sembrano avere qualcosa in più: meglio del Milan, apparso in difficoltà contro il Verona nonostante la vittoria, e meglio anche del Napoli, reduce dalla sconfitta interna contro la Lazio e ancora alle prese con un contraccolpo mentale.
Il vantaggio su Como e Roma appare rassicurante, anche perché i giallorossi non stanno trovando continuità. Per il Como, invece, molto passerà dalla semifinale di Coppa Italia contro l’Inter: l’eventuale accesso alla finale del 13 maggio potrebbe togliere energie e concentrazione alla squadra di Fabregas.