Cesano Maderno (MB)

Rsa Don Meani, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar

Si riapre la partita sulla procedura di gara per la gestione della struttura comunale, la decisione nel merito attesa per luglio

Rsa Don Meani, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar

Sorprendente capitolo nella vicenda amministrativa che riguarda la procedura di gara per l’affidamento della Residenza sanitaria assistenziale Don Emilio Meani di Cesano Maderno.

Rsa Don Meani, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar

Con un’ordinanza pubblicata il 15 aprile il Consiglio di Stato (sezione Terza) ha accolto l’istanza cautelare presentata dal vincitore della gara curata dalla Cuc della Provincia di Monza e Brianza, il Gruppo Gheron che nel 2018 ha inaugurato le Residenze assistite Groane al Villaggio Snia, sospendendo l’efficacia della precedente sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia che invece annullava l’aggiudicazione. La decisione ribalta, almeno temporaneamente, quanto stabilito in primo grado dal Tar (sezione Quinta), che sull’esito della gara aveva dato ragione all’Associazione Monte Tabor, l’attuale gestore della struttura comunale, che aveva presentato ricorso contro il Comune e la Stazione Unica Appaltante della Provincia di Monza e Brianza.

Il giudizio di merito arriverà in estate

Si attende ora il giudizio di merito fissato per il prossimo 2 luglio. Al centro del contenzioso c’è la legittimità della procedura di dialogo competitivo adottata dall’Amministrazione comunale per individuare un operatore economico in grado di gestire la Rsa di via Cesare Cantù, provvedendo contemporaneamente alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di riqualificazione dell’immobile. Secondo i giudici di Palazzo Spada, da una prima valutazione emergerebbero elementi favorevoli alla tesi del Gruppo Gheron.

Le motivazioni della decisione di Palazzo Spada

In particolare, l’ordinanza evidenzia come il disciplinare di gara non definisse in modo rigido aspetti cruciali quali il corrispettivo, la durata dell’affidamento e il valore complessivo, rimettendo tali elementi alla fase negoziale. Una scelta che, sempre secondo il Consiglio di Stato, non appare di per sé illegittima. Anzi, la procedura “pare essersi svolta nel pieno rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e par condicio”, escludendo quindi, almeno in questa fase, la presenza di modifiche sostanziali tali da invalidare il percorso amministrativo. La partita resta dunque aperta e avrà un passaggio decisivo in estate, quando il Consiglio di Stato entrerà nel merito della controversia.

La reazione del primo cittadino

Il sindaco Gianpiero Bocca esprime “soddisfazione e rammarico”. Soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato, ovviamente: “Pur non essendo il procedimento ancora formalmente chiuso, l’ordinanza anticipa valutazioni di sostanza e di merito che riconoscono la correttezza, la trasparenza e la legittimità della procedura seguita dal Comune”. Rammarico “per alcune strumentalizzazioni politiche emerse negli ultimi mesi, soprattutto per l’allarme che possono aver generato sul futuro della nostra Rsa”.

Valutazioni in corso sulla stipula del contratto

Aggiunge Bocca: “E’ stata certamente una procedura che per sua natura si è rivelata complessa e articolata anche nei tempi, complicata anche dai ricorsi fatti dall’Associazione Monte Tabor contro l’attività dell’Amministrazione. Ho tuttavia sempre confidato nel fatto che la giustizia amministrativa avrebbe riconosciuto l’onestà e la correttezza dell’operato dell’Amministrazione”. Dopo l’importante pronunciamento del Consiglio di Stato, il sindaco assicura ai cesanesi, alle famiglie che hanno ospiti all’interno della struttura e a tutti gli operatori dipendenti della Rsa “che ci siamo sempre mossi con impegno perseguendo l’obiettivo di porre solide basi affinché la nostra Rsa possa offrire ai propri utenti un servizio sempre più efficiente e di qualità”. Nei prossimi giorni, insieme ai legali, l’Amministrazione valuterà se, alla luce della sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar disposta dal Consiglio di Stato, sia opportuno “procedere da subito alla stipula del contratto con il Gruppo Gheron”.