Sembra la trama di un thriller psicologico ambientato tra le montagne comasche e la provincia torinese, ma è la pura e amara realtà di un amore finito nel peggiore dei modi.
L’ex la insegue per 170 km
La vicenda, che la scorsa settimana ha tenuto col fiato sospeso i passanti davanti al Carrefour di via Gerbido, a pochi passi dalla Caserma dei Carabinieri, racconta di un uomo che proprio non voleva accettare la fine di una relazione durata poco meno di vent’anni, trasformando la libertà della sua ex in un vero e proprio incubo a tappe.
Tutto è iniziato mesi fa, quando lei ha deciso di chiudere i ponti, stanca di un carattere diventato troppo opprimente e violento.
Ma quello che doveva essere un nuovo inizio si è trasformato in un pedinamento senza fine.
L’uomo, accecato da un desiderio di controllo quasi cinematografico, non si è limitato alle solite telefonate moleste, ma ha fatto un salto di qualità tecnologico degno di una spia: avrebbe infatti nascosto un localizzatore GPS sotto la targa dell’auto della donna, un’Audi S3 Sportback da più di 330 cavalli, riuscendo così a seguirla silenziosamente per centinaia di chilometri, fin oltre il confine svizzero dove lei lavora.
Salvata dai Carabinieri
Il castello di carte è crollato in un assolato pomeriggio d’aprile. Mentre la donna si trovava a Chivasso per un appuntamento con amici, un Maresciallo dei Carabinieri fuori servizio ha notato un individuo che si aggirava con fare circospetto tra le auto in sosta, fingendo telefonate per dissimulare la sua presenza.
Poco dopo, l’uomo (residente nel comasco ed arrivato in città al volante di una Porsche Macan) è stato sorpreso mentre osservava con insistenza il parcheggio, nascosto dietro una ringhiera, in uno stato di evidente agitazione. Impossibile che fosse lì per fare acquisti al supermercato.
Quando ha tentato di avvicinarsi nuovamente all’auto della ex, è scattato il blitz dei militari della Stazione di via XXIV Maggio.
Il finale è stato degno di un film d’azione: un breve inseguimento a piedi conclusosi davanti a un segnale di stop, dove l’uomo è stato finalmente bloccato mentre (raggiunta la sua ex) aveva già iniziato ad insultarla con epiteti di ogni genere.
Messo alle strette, ha ammesso l’incredibile verità, indicando lui stesso il punto esatto dove aveva occultato il dispositivo satellitare.
Lei, trovata in stato di forte shock, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo, mentre per lui si sono aperte le porte di una pesantissima vicenda giudiziaria che mette fine, si spera definitivamente, a questa ossessione senza confini.
Stando a quanto ricostruito, il comasco sarebbe stato sottoposto alla misura del braccialetto elettronico.