“Il bilancio 2025? Bravi a raccontarlo, non a farlo”: le critiche della lista di minoranza Io Partecipo, di San Vittore Olona, alla Giunta comunale dopo l’approvazione del consuntivo 2025.
“Il bilancio 2025? Bravi a raccontarlo, non a farlo”
“Il bilancio 2025? Bravi a raccontarlo, non a farlo”. Così la lista di minoranza Io Partecipo, di San Vittore Olona, punta il dito contro il bilancio consuntivo 2025 approvato dalla maggioranza durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Se per la maggioranza il documento è promosso a pieni voti, così non è per la forza di opposizione:
“Ci raccontano di un Comune in salute, di conti solidi, di un avanzo milionario. Peccato che, a ben guardare, questo entusiasmo assomigli più a propaganda che a un’analisi seria dei numeri. Un avanzo sbandierato di 2 milioni e spiccioli in diminuzione rispetto ai 2,3 milioni del 2024, una tassazione sconsiderata a carico dei cittadini sanvittoresi alla quale non hanno corrisposto servizi adeguati. Interventi rinviati, opportunità perse. E poi c’è il capitolo ‘opere strategiche avviate’. Avviate da chi? Perché molte di quelle opere sbandierate oggi – auditorium, casa confiscata alla mafia (quella di Corso Sempione perché
con quella di Via Mazzini, nonostante i proclami, si è ancora in alto mare; e non si vede la riva neppure per i campetti di via Alfieri punto qualificante del programma dell’attuale maggioranza e oggetto di tante polemiche per il loro degrado, e altro ancora) – erano già partite, progettate e finanziate oltre tre anni fa dalla precedente Amministrazione tanto denigrata. Qui più che a una partenza, siamo davanti ad una continua rincorsa. Si parla di efficienza nella riscossione e riduzione del fondo crediti: bene, ma anche qui serve
chiarezza. Le convenzioni con le società di recupero coattivo dei crediti vantati dal Comune (IMU e TARI) sono state fatte dalla precedente Amministrazione. Migliorare gli incassi è un dovere per chi amministra seriamente, non un risultato straordinario da celebrare come fosse un’impresa epica. Tra l’altro il miglioramento lo si deve unicamente al fatto che a seguito del Covid le procedure di recupero erano state sospese e quindi negli ultimi due anni
si è potuto procedere al recupero anche dei crediti temporaneamente bloccati.
Insomma, più che una fotografia oggettiva della gestione, questo rendiconto sembra un esercizio di autocelebrazione di chi ‘mastica’ da lungo tempo il bilancio come fosse il suo pane quotidiano e poi non riesce a rispondere a due domande in croce in assenza del ‘tecnico’. E come purtroppo ci ha tristemente abituati il nostro sindaco, a tutto ciò si aggiungono dosi massicce di arroganza e protervia che mal si addicono ad un rappresentante delle istituzioni. La realtà, come spesso accade, è un po’ meno brillante: meno slogan e più sostanza farebbero bene alla trasparenza, quella vera. Al momento, nonostante l’arrivo della bella stagione, purtroppo c’è solo nebbia”.