Melzo (MI)

Donare gli organi è regalare una seconda vita

Mercoledì pomeriggio a Melzo l’incontro “Trapianta una vita” in sala Vallaperti con professionisti del settore e testimoni diretti

Donare gli organi è regalare una seconda vita

Donare gli organi significa salvare una vita. Questo il messaggio cardine dell’incontro tenutosi a Melzo il 15 aprile e organizzato da Asst Melegnano-Martesana, Aido e Comune. L’evento è stato promosso dal Cop (Coordinamento ospedaliero procurement), struttura interna all’azienda sanitaria che cura le attività di controllo, verifica e promozione necessarie al buon andamento del programma di donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto.

Ad aprire l’assemblea le parole del sindaco Antonio Fusè che ha ringraziato i volontari di Aido per il loro impegno sul territorio e l’esibizione di Franco Cipriani, infermiere e – per l’occasione – pianista.

L’importanza della donazione

Nel primo intervento il dott. Emilio Bonvecchio, coordinatore medico Cop, ha sottolineato l’importanza e il valore civico della donazione. La donazione e il trapianto infatti sono, per il ricevente, l’unico modo per continuare a vivere. I pazienti trapiantati possono avere una vita normale e di qualità, possono lavorare e fare sport; e le donne possono portare a termine una gravidanza.

Chiunque può donare, una volta prelevati gli organi e i tessuti sono sottoposti a controlli. Sfatiamo alcuni miti: non conta l’età e nessuna religione è contraria. È sempre meglio dichiarare la propria volontà in vita.

I numeri nazionali e regionali

In Italia il 34% della popolazione è contraria alla donazione di organi con la Lombardia che si attesta sulla media nazionale e non spicca tra le Regioni più virtuose sotto questo aspetto. Tuttavia negli ultimi 5 anni il numero di donazioni è in costante aumento come sottolineato dal dott. Giuseppe Piccolo, direttore del Centro regionale trapianti.

La cultura della donazione per me è l’organizzazione degli ospedali per garantire la donazione. La presa in carico del paziente non può finire con il decesso di quest’ultimo ma l’iter per la donazione deve diventare automatico. Ai medici e agli infermieri dico: non abbiate paura di andare oltre la morte del paziente.

Per quanto riguarda la nostra Asst, essa nel 2025 ha contribuito a dare nuova speranza di vita a due riceventi di organi e grazie a 176 prelievi di tessuti ha garantito le cure necessarie a 4400 pazienti.

Il ruolo di Aido

I volontari di Aido (Associazione italiana donatori organi) si impegnano per favorire la divulgazione scientifica sui trapianti e promuovere la cultura della donazione. Marco Minali, presidente Aido provinciale Milano, ha ricevuto un nuovo rene all’età di 20 anni e da allora ha deciso di spendere la propria vita a servizio di questa causa per restituire il dono gratuito che gli era stato fatto. Paola Burroco, presidente della sezione di Melzo, ha invece raccontato la sua esperienza come donatrice di midollo osseo, donazione che può essere fatta in vita da soggetti sani tra i 18 e 35 anni.

Dopo di loro si sono susseguite sul palco diverse testimonianze di persone che hanno subito un trapianto e grazie a ciò continuano a vivere. Storie di persone normali che hanno sconfitto la malattia grazie al regalo gratuito e volontario di un angelo custode anonimo. Insieme a loro ha toccato i cuori dei presenti la testimonianza di Marta, una mamma che ha perso il figlio 19enne in un incidente stradale e ha deciso di donare i suoi organi.

Nella notte non riuscivo a stare tranquilla poiché volevo dare un senso alla vita di mio figlio, dovevo aiutare qualcuno e salvare il salvabile. Io e mio marito abbiamo deciso di donare tutti gli organi e le cornee. Ho conosciuto il ricevente del cuore dopo tre mesi, ho fatto la ricerca del ricevente e ho avuto il piacere di abbracciare chi ha ricevuto il cuore di mio figlio