Nel calcio i numeri pesano, ma raramente raccontano tutta la verità. È il caso di Paolo Vanoli, protagonista di una rincorsa che ha cambiato volto alla Fiorentina. Da quando siede in panchina, i viola hanno conquistato 31 dei 35 punti complessivi in Serie A, rilanciandosi con decisione verso una salvezza che fino a poche settimane fa sembrava tutt’altro che scontata. Il successo contro la Lazio ha rappresentato un altro passo decisivo, avvicinando ulteriormente l’obiettivo e restituendo serenità a un ambiente che ora guarda al futuro con maggiore fiducia.
Proprio il futuro, però, resta tutto da definire, a partire dalla posizione dello stesso Vanoli, il cui contratto è in scadenza a giugno. Le prossime sei partite saranno determinanti anche per il suo destino, come confermato dallo stesso tecnico: «Ho sempre avuto fiducia nella società e non ho mai guardato al futuro ma solo al bene della Fiorentina. Il mio compito non è ancora finito». Parole che riflettono concentrazione e pragmatismo, mentre la dirigenza valuta con attenzione il suo operato, giudicato finora in modo positivo.
Nel frattempo, il direttore sportivo Fabio Paratici si muove su più fronti, consapevole dell’importanza della scelta che dovrà compiere. Arrivato a febbraio, ha ereditato una situazione complessa e sa di non poter sbagliare l’allenatore della prossima stagione. L’identikit è chiaro: un tecnico capace di proporre gioco, valorizzare i giovani e, possibilmente, già abituato alla Serie A.
Tra i profili più seguiti spicca quello di Daniele De Rossi, oggi al Genoa, protagonista di un percorso convincente dopo essere subentrato in corsa, proprio come Vanoli. Il suo contratto è in scadenza, ma il club ligure vorrebbe trattenerlo. Piace anche Fabio Grosso, attualmente al Sassuolo, profilo che Paratici conosce bene dai tempi della Juventus. Entrambi rappresentano soluzioni emergenti, in linea con l’idea di aprire un nuovo ciclo.
Più difficile, invece, l’ipotesi che porta a Maurizio Sarri, nome gradito alla piazza ma considerato meno in linea con la strategia attuale, orientata verso figure in crescita. Sullo sfondo restano anche piste internazionali. In Premier League, Paratici ha avuto modo di apprezzare Andoni Iraola, in uscita dal Bournemouth e seguito da diversi club europei. Piacciono anche Francesco Farioli, oggi al Porto, e Ernesto Valverde, attualmente all’Athletic Bilbao.
Profili diversi, accomunati da un respiro internazionale ma privi dell’esperienza diretta in Serie A, elemento che invece rappresenta un punto a favore di De Rossi, Grosso e dello stesso Vanoli. La sensazione è che la partita sia ancora apertissima, con la Fiorentina impegnata non solo a chiudere al meglio la stagione, ma anche a gettare le basi per un futuro più ambizioso e coerente con la propria storia.