In centinaia contro il depuratore del Garda: a Calcinato il corteo per dire no al progetto di Esenta

Lungo serpentone per le vie di Calcinato e Calcinatello di cittadini, comitati e amministratori uniti contro lo scarico nel Chiese

In centinaia contro il depuratore del Garda: a Calcinato il corteo per dire no al progetto di Esenta

Sono state tra le 400 e le 500 le persone che nel pomeriggio di oggi, domenica 12 aprile 2026, hanno partecipato alla manifestazione a Calcinato contro il maxi depuratore del Garda previsto a Esenta di Lonato. Una presenza significativa, nonostante qualche incertezza meteo iniziale, che ha visto cittadini, famiglie, comitati e amministratori locali scendere in piazza per ribadire il proprio “no” a un progetto ritenuto impattante per il territorio e per il fiume Chiese. A guidare la mobilitazione tanti comitati ambientalisti, guidati dalla Federazione delle associazioni che amano il fiume Chiese e il lago d’Idro, presieduta da Gianluca Bordiga. Presenti anche rappresentanti istituzionali: la sindaca di Calcinato Vincenza Corsini con alcuni membri della maggioranza, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini, il sindaco di Idro Aldo Armani, oltre ad amministratori di diversi Comuni del bacino del Chiese, tra cui esponenti di Muscoline, Bedizzole e Sabbio Chiese. Assente il sindaco di Montichiari Marco Togni, che ha però fatto pervenire una lettera letta pubblicamente in piazza, nella quale ha ribadito la propria totale contrarietà al progetto motivando l’illogicità del progetto sotto il profilo sia ambientale che economico.

Un corteo ad anello sopra il ponte sul Chiese

Il corteo è partito da piazza Aldo Moro, attraversando il centro abitato con slogan, cartelli e striscioni, per poi dirigersi verso Calcinatello in via Santa Maria e Guerzoni e rientrare nuovamente in piazza, completando un percorso di circa 3,5 chilometri. Una manifestazione partecipata e composta, con tanti messaggi con un unico denominatore e la presenza di  molte famiglie e cittadini di tutte le età, uniti dalla volontà di difendere il territorio. Al termine del corteo si sono tenuti gli interventi dei rappresentanti dei comitati e degli amministratori presenti. “Siamo soddisfatti, commenta Gianluca Bordiga, quello che è fondamentale è non stare fermi, agire, cercare il più possibile di organizzare il territorio, un territorio che condivide i problemi. Faremo di tutto per impugnare questo progetto, l’importanza di oggi di essere scesi in piazza è dimostrare che c’è gente che si unisce”. Daria Giacomelli del Comitato Cittadini di Calcinato, è entrata nel vivo spiegando la semplicità quanto l’impatto del progetto: «Se una persona a Toscolano tira lo sciacquone, il contenuto inizierebbe un viaggio lunghissimo, per decine e decine di chilometri, attraverso tubature, stazioni di rilancio e sistemi di pompaggio. Un percorso complesso, che dovrebbe persino superare dislivelli, colline, strade e autostrade, fino ad arrivare a Lonato, dove verrebbe realizzato un depuratore di enormi dimensioni. E tutto questo a soli due o tre chilometri da qui, quindi di fatto “dietro casa”. Da qui la riflessione, è giusto che un territorio scarichi altrove il proprio impatto? È giusto che il fiume Chiese debba ricevere ciò che altri non vogliono? Per noi la risposta è no».

Critiche al progetto e timori per il Chiese

Al centro della protesta il progetto promosso da Acque Bresciane, che prevede la realizzazione di un impianto a Esenta di Lonato con il convogliamento di una parte significativa dei reflui gardesani verso il bacino del Chiese. Un’ipotesi che, dopo lo stop alle soluzioni di Gavardo e Montichiari, torna a coinvolgere un fiume già fragile dal punto di vista ambientale. Tra le principali critiche emerse, quelle legate ai costi complessivi dell’opera – stimati per ora a più di 250 milioni di euro – e alla sostenibilità tecnica del sistema, che comporterebbe il trasferimento dei reflui per chilometri e conseguenti costi di gestione, si parla di 8 milioni all’anno. “Quando ci sono in ballo così tanti soldi qualcuno diventa accondiscendente”, ha commentato il sindaco di Idro Aldo Armani, sottolineando la necessità di soluzioni più logiche e sostenibili. Il progetto, sostenuto anche a livello politico nazionale – tra i nomi coinvolti figura quello di Mariastella Gelmini, già ministro e oggi esponente di rilievo istituzionale lombardo – continua a dividere il territorio. Per i manifestanti, però, la posizione resta compatta: il fiume Chiese non può diventare il recapito dei reflui gardesani, nemmeno se depurati. Un messaggio ribadito più volte durante la giornata: il Chiese è un patrimonio ambientale e identitario, un bene comune che unisce territori e comunità, e che va tutelato da scelte considerate rischiose e poco lungimiranti. La mobilitazione, assicurano i comitati, non si fermerà.