Il primo evento di Vercellae Hospitales, in attesa dell’inaugurazione della mostra “…e bene predicò” in Arca, questa sera alle ore 17, è stata l’apertura di un’altra mostra: “Le stanze francescane”, alla “Galleria dei Benefattori” (Palazzo Dugentesco). Gli elaborati risultato di un lungo progetto didattico, promosso dall’Ufficio Scolastico Provinciale e curato dalla professoressa Carla Barale insieme al professor Giovanni Garlanda.
Coinvolte decine di scuole
Un progetto per l’anno scolastico 2025-26 che ha coinvolto circa 50 istituti di ogni ordine e grado. All’inaugurazione, aperta dal canto del “Dolce sentire” a cura delle Scuola Cristiane, nel corso dell’evento si sono anche esibiti i bimbi della Scuola Santa Giovanna Antida.
Il saluto del sindaco
Presente il sindaco Roberto Scheda, che ha lodato l’impegno dei ragazzi, degli insegnanti e dell’Ufficio Scolastico Provinciale. “Siamo all’inizio di una settimana impegnativa” ha ricordato. “Ci saranno dei momenti culturali di altissimo livello. E oggi mi fa molto piacere, perché ci sono di mezzo genitori e soprattutto e agli alunni con le scuole di tutti gli ordini, sino alle superiori. E’ la città che deve dirvi grazie per aver quello che avete fatto”.
Francesco uomo felice
L’arcivescovo mons. Marco Arnolfo, da parte sua ha dichiarato “Grazie a tutti gli studenti con i loro insegnanti… Francesco, che per i cristiani è San Francesco, ma Francesco è un uomo realizzato, l’uomo più felice del mondo, era il più felice perché era il più ricco del mondo. Cosa aveva, più soldi degli altri? Era felice perché viveva in armonia, bellissima, con tutta la natura, con tutto il mondo e con tutti gli uomini, qualunque fossero, piccoli o grandi…”
Nel suo discorso ha ricordato: “Questo messaggio continua oggi nel mondo e continua grazie a San Francesco ed ha chi ha preso la sua eredità, con lo stesso spirito francescano, lo spirito dei piccoli, perché lui non ha voluto essere un grande della terra, ma il più piccolo… E’ nella semplicità e non nell’essere difficili che si realizza questo sogno di armonizzare le cose…. Il gesto è quello della speranza, di far emergere la bellezza, la bontà, l’armonia fra tutti noi”.
Ha soprattutto ricordato ai ragazzi che il loro impegno è un mezzo per trasmettere valori “di cui i ragazzi oggi hanno bisogno”.
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Un esempio di collaborazione
Carla Barale ha ricordato che in questo progetto si è realizzata la massima collaborazione: “Tutte le scuole di questo progetto hanno collaborato, abbiamo avuto la partecipazione degli insegnanti di religione, un grande apprezzamento per il grande lavoro durante tutto l’anno, aiutati anche dagli altri docenti e anche dai dirigenti, ed è da questa collaborazione che nascono le cose significative, le cose che restano”.
Il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Alessio Ciardi ha rivolto un breve saluto: “Ringrazio tutte le istituzioni scolastiche si vede l’impegno che è stato messo e i risultati. Questi ragazzi sono il futuro della nostra comunità e devono raccogliere il messaggio di San Francesco, per cercare di portare la pace nel mondo. Sono iniziative che riempiono il cuore di gioia”.
Il senso del progetto
La professoressa Barale ha poi illustrato il progetto: “Si chiama “stanze francescane” perché abbiamo pensato che gli episodi della vita di San Francesco, così noti, possono essere intesi quasi come degli spazi che, insieme, formano un edificio, che è la biografia di San Francesco, ma è anche quello del suo messaggio di spiritualità e di cultura: la solidarietà, la gioia, la letizia tutti temi che sono parte di questo messaggio”.
La coordinatrice del progetto accompagnato infine autorità e visitatori a visitare la mostra, illustrando ulteriormente il percorso espositivo. Sono esposti lavori i più svariati, da un grande plastico francescano a disegni, manufatti, tabelloni tematici. Un modo davvero efficace e commovente per raccontare chi era Francesco e perché è considerato tra le tante sue attribuzioni in Santo della Pace. E all’ingresso della sede espositiva c’è un bellissimo albero realizzato dai ragazzi, che è l’albero della Pace e della Vita. Un messaggio per il mondo che sembra non conoscere più questa parola.
La mostra resterà allestita e liberamente visitabile durante tuttta la kermesse di Vercellae Hospitales.