Ponte San Pietro perde un altro pezzo della sua storia. Si è spento nei giorni scorsi Tullio Maggioni, figura simbolo del paese, capace di incarnare per decenni l’anima commerciale, associativa e umana della nostra comunità. I funerali, celebrati nella parrocchiale, hanno visto la partecipazione di tantissimi cittadini, uniti nel dare l’ultimo saluto a un uomo che è stato molto più di un semplice commerciante.
Per tutti era semplicemente “Tullio macelèr“. Il suo storico negozio di fronte alla chiesa vecchia non era solo un luogo di passaggio, ma un presidio di vicinato. Amava raccontare aneddoti di quando, da ragazzo, faceva il garzone di macelleria: racconti di un mondo che non esiste più, fatti di gavetta e sacrifici, che avrebbero poi forgiato la sua professionalità.
In un’epoca fatta di piccoli gesti e grande solidarietà, Tullio non faceva mancare la carne sulla tavola di nessuno: «Pagherete quando li avrete», diceva a chi attraversava momenti di difficoltà. Gestiva con estrema discrezione quel libretto della spesa che, a fine mese, segnava un legame di profonda fiducia e rispetto con le famiglie del borgo.
Oltre al bancone, la grande passione di Maggioni era la musica sacra. Dal 1985 al 2002 ha ricoperto con dedizione l’incarico di presidente del coro parrocchiale della chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
Con la sua guida, la corale ha vissuto una stagione di fervore, trasformandosi da semplice gruppo liturgico a vero punto di riferimento culturale per tutto il territorio. Tullio non si limitava al coordinamento: era l’anima organizzativa dietro i concerti di Natale e Pasqua, appuntamenti che richiamavano fedeli e appassionati ben oltre i confini del paese.
Ebbe la lungimiranza di spingere il coro verso nuove sfide artistiche (…)