Si è concluso nella notte italiana l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte, tenutosi alla Casa Bianca. Al termine del colloquio, durato diverse ore a porte chiuse, i due leader hanno rilasciato brevi dichiarazioni, offrendo uno sguardo sulle tensioni tra Washington e l’Alleanza Atlantica e sulle mosse statunitensi in relazione alla guerra in Iran.
🚨 JUST IN: The greatest Sec. of State Marco Rubio just WALKED OUT with NATO SecGen Mark Rutte
Rutte has repeatedly told Europe they should STOP taking free rides off the United States and listen to President Trump
Thank you for standing up for America, Marco! 🇺🇸 pic.twitter.com/I2mdG8T45R
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) April 8, 2026
Il tycoon è tornato a scagliarsi contro la Nato, paventando azioni contro gli alleati. E minacciando un disimpegno dall’Alleanza atlantica che appare più come una minaccia strategica che un intento concreto, considerando il numero e il “peso” di basi Usa nel Vecchio continente, in Italia soprattutto in Veneto, ma non solo, a Ghedi, nel Bresciano, dove sottoterra “dormono” da decenni testate balistiche nucleari pronte a partire in caso di guerra atomica.
Trump critica la Nato
Il presidente Trump ha ribadito le sue critiche alla Nato sia durante l’incontro sia su Truth, il social media dell’amministrazione.
“Non c’era quando avevamo bisogno di lei e non ci sarà se avremo bisogno ancora“, ha scritto, lamentando la mancanza di sostegno degli alleati nella campagna militare contro l’Iran.
Non è mancata la solita minaccia provocatoria riguardo alla Groenlandia:
“Ricordatevi della Groenlandia, quel grande pezzo di ghiaccio mal gestito”. Da tempo Trump parla di voler annettere l’isola, che è un territorio semiautonomo danese.
La versione di Rutte
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito l’incontro “molto schietto, molto aperto”. Intervistato dalla CNN, ha ammesso che Trump si è mostrato “chiaramente deluso” dagli alleati, ma ha sottolineato anche che il presidente americano si è dimostrato “ricettivo” e ha ascoltato “con attenzione” le argomentazioni sul ruolo dell’Europa nella guerra contro l’Iran.
“È vero che non tutte le nazioni europee hanno rispettato i propri impegni. Capisco perfettamente la sua delusione!”, ha spiegato Rutte, giustificando le critiche di Trump contro i Paesi che hanno scelto di non sostenere le operazioni militari statunitensi in Medio Oriente.
Tuttavia, il segretario ha evidenziato che “la grande maggioranza dei Paesi europei si è dimostrata collaborativa per quanto riguarda le basi, la logistica, i sorvoli e il rispetto degli impegni”.
Rutte ha inoltre definito l’incontro “fra amici”:
“Io ammiro la sua leadership”, ha osservato, e ha confermato che il mondo è più sicuro ora rispetto a prima della guerra in Iran, rispondendo a chi gli chiedeva se la Nato avesse ancora un ruolo stabilizzante.
L’indiscrezione
Il Wall Street Journal, citando fonti dell’amministrazione Usa, ha rivelato che Trump starebbe valutando un piano per punire alcuni alleati Nato ritenuti poco collaborativi durante la guerra con l’Iran. La proposta prevederebbe lo spostamento dei soldati statunitensi fuori dai Paesi membri meno utili, trasferendoli in Stati che hanno sostenuto la campagna militare statunitense.
Secondo il quotidiano, si tratta di un piano ancora in fase embrionale, e ben al di sotto delle recenti minacce di ritirare completamente gli Stati Uniti dall’Alleanza, opzione che per legge non potrebbe essere realizzata senza l’autorizzazione del Congresso. Il progetto riflette comunque una frattura evidente tra Washington e gli alleati, aggravata dall’escalation in Medio Oriente.