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Guerra, Meloni: “Popolo non paghi colpe regime Iran”. Le opposizioni: “Fermare Trump”

Calenda: "Trump non è mentalmente stabile". Schlein: "Questa è la stessa persona che Giorgia Meloni proponeva per il premio Nobel per la pace, uno che rischia di incendiare il mondo"

Guerra, Meloni: “Popolo non paghi colpe regime Iran”. Le opposizioni: “Fermare Trump”

La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran è stata raggiunta, ma in Italia e in Europa il dibattito è esploso non tanto per l’accordo stesso, quanto per le minacce dirette e senza precedenti lanciate da Donald Trump. Il presidente americano, in un messaggio pubblicato sul social Truth, aveva scritto:

“Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”.

Parole che hanno scatenato condanne immediate da parte del governo italiano, della Chiesa e dei principali leader politici, spostando la questione dal terreno diplomatico a quello morale, politico e di sicurezza internazionale.

Meloni: “Non paghi il popolo iraniano”

Il governo guidato da Giorgia Meloni, pur non citando direttamente Trump nella nota di Palazzo Chigi, ha preso le distanze dalle minacce:

“La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti”. La nota precisa: “Seguiamo con estrema attenzione l’evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili”. Il governo ribadisce la condivisione della posizione europea sulla necessità di proteggere le infrastrutture civili e auspica una soluzione negoziale.

Palazzo Chigi condanna anche le “condotte destabilizzanti del regime di Teheran”, dagli attacchi missilistici alle intimidazioni sullo Stretto di Hormuz fino alla repressione interna di ogni tipo di dissidenza, sottolineando la necessità di evitare che la popolazione civile paghi il prezzo delle decisioni politiche e militari.

Critiche dalle opposizioni

Le opposizioni italiane hanno reagito con durezza. La segretaria del PD Elly Schlein ha affermato:

“Il suo amico Trump non ferma una guerra illegale, è arrivato a dire che in una notte potrebbe morire un’intera civiltà. Questa è la stessa persona che Giorgia Meloni qualche mese fa proponeva per il premio Nobel per la pace. Ma quale premio Nobel a uno che rischia di incendiare il mondo? Meloni deve dire queste quattro semplici parole: Trump si deve fermare”.

Il leader del M5S Giuseppe Conte ha aggiunto:

“La situazione è davvero grave. Non possiamo rimanere con le mani in mano. Dobbiamo chiedere un’azione ferma, decisa, ai nostri governanti europei. Un appello in cui invitino Trump a fermarsi, a non andare oltre. L’Europa deve farsi sentire con una dichiarazione preventiva di ferma condanna. Le posizioni ambigue ‘Non condanno e non condivido’ della nostra premier Meloni le pagheremo a caro prezzo”.

Carlo Calenda, leader di Azione, è stato altrettando tranciante:

Trump non è mentalmente stabile e il partito repubblicano sta assumendosi gravi responsabilità lasciandolo deragliare in questo modo. Credo sia arrivato il momento per tutti i leader europei di far sentire la propria voce pubblicamente e senza paura affinché Trump si fermi”. Calenda ha aggiunto: “Andare oltre le parole: riarmarsi è impopolare, ma ne va della nostra sicurezza”.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha commentato:

“Trump più che folle sembra criminale. Ogni volta che ha fatto qualcosa ci ha sempre guadagnato. Mi colpisce che il centro destra italiano ci ha sempre raccontato che con Trump avremmo avuto la pace”.

Nicola Fratoianni di AVS si è chiesto: “Meloni cosa fa di fronte alla follia di Trump?”, mentre Angelo Bonelli ha rincarato la dose: “Le dichiarazioni di Donald Trump sulla distruzione totale dell’Iran sono terrificanti e rappresentano un punto di non ritorno che impone all’Italia una scelta chiara e immediata”.

“Chi annuncia la cancellazione di un’intera civiltà usa parole e concetti nazisti. L’Italia non può avere nulla a che fare con chi evoca la distruzione di un popolo e di una civiltà. Ogni forma di collaborazione, diretta o indiretta, renderebbe il nostro Paese complice di una deriva gravissima e inaccettabile”.