Bergamo (BG)

A De Ketelaere manca solo il gol, ma fa segnare gli altri. Kolasinac e Zappacosta sottotono

Il belga assoluto protagonista, al pari di Scalvini, che segna e difende. Buona prova anche di Ederson e di chi è entrato a gara in corso

A De Ketelaere manca solo il gol, ma fa segnare gli altri. Kolasinac e Zappacosta sottotono

Il livello dell’avversario s’è dimostrato forse finanche più basso rispetto alle attese, ma la bravura dell’Atalanta in quel di Lecce è stata di non abbassare mai la guardia, gestire l’avvio arrembante dei padroni di casa e poi gestire al meglio le energie, segnare nei momenti giusti e controllare il match nel finale. I voti ai nerazzurri rispecchiano tutto questo.

Carnesecchi 6: praticamente inoperoso. Il Lecce non gli fa neppure il solletico e lui si limita a “guidare” i suoi con la voce nei rari momenti in cui i salentini provano a imbastire qualche azione offensiva.

Scalvini 7,5: solo il gol gli fa guadagnare gran parte del voto. È una rete bellissima, da attaccante, ma soprattutto importante, perché ha rotto l’equilibrio e ha stappato la partita. Dietro, a parte un anticipo sbagliato, si conferma tra i più in forma e attenti. Non si capisce davvero perché questo ragazzo non abbia meritato neppure un minuto in Nazionale…

Djimsiti 6: la sua è una buona partita, ma va pure detto che doveva vedersela con un Cheddira fumoso e mai pungente. Mezzo punto in meno per il giallo (evitabile) che s’è preso nell’unica volta che l’avversario lo ha saltato (71′ Kossounou s.v.).

Kolasinac 5,5: dietro non deve fare chissà che (anche grazie all’ottima prova difensiva di Bernasconi), ma le volte in cui prova a spingersi in avanti è spesso impreciso, rallentando l’azione o perdendo palloni evitabili. Ha giocato partite migliori.

Zappacosta 5,5: come per Kolasinac, pure lui paga un po’ dazio per la poca precisione in avanti. Rispetto al recente passato, arriva poche volte sul fondo e non sempre è preciso. Forse la verità è che ci ha abituati fin troppo bene. Un po’ di riposo glielo si può concedere. (71′ Bellanova 6: entra sul 2-0 e poco dopo arriva anche il 3-0, quindi incide poco sulla partita, ma si vede comunque in un paio di sgroppate. Voto alla speranza di rivederlo sui suoi livelli, soprattutto).

De Roon 6: solita partita precisa, a pulire palloni e cucire gioco. Tanto lavoro “invisibile”, poco fumo e tanta sostanza. Soffre un po’ Ramadani in avvio, poi gli trova le misure. (63′ Pasalic 6,5: con il Lecce spaccato, può concentrarsi su ciò che più gli piace, ovvero inserirsi in avanti. E dai suoi movimenti nascono sempre occasioni e gol, come nel caso del 3-0 di Raspadori).

Ederson 7: non inizia benissimo, ma è un diesel e col passare dei minuti cresce di livello. Nella ripresa è dappertutto, ma soprattutto nell’area del Lecce, dove crea pericoli. Peccato per il gol annullato a inizio secondo tempo per mezza testa in fuorigioco, si sarebbe meritato la marcatura.

Bernasconi 6,5: partita molto ordinata e – un po’ a sorpresa – positiva soprattutto in fase difensiva, dove è bravissimo a dare una mano a un Kolasinac apparso un po’ indietro di forma. Davanti invece si vede poco, ma non è stata una partita in cui si è sentita la mancanza delle sue sgroppate.

De Ketelaere 7,5: illuminante, migliore in campo insieme a Scalvini. Quanto è mancato questo ragazzo… In tutti e tre i gol c’è il suo zampino (con due assist diretti) e la cosa bella è che è riuscito a risultare decisivo in una partita in cui non ha dato la sensazione di premere mai davvero sull’acceleratore. Il prossimo obiettivo è ritrovare la via del gol, perché finora ha segnato pochino in stagione.

Zalewski 6: è sempre il giocatore deputato al ruolo di “scheggia impazzita”, capace di svariare su tutto il fronte offensivo creando problemi tra le righe avversarie. Col Lecce, però, gli riesce un po’ meno che in altre partite. (63′ Raspadori 6,5: entra con i salentini che avevano già alzato bandiera bianca, ma aveva fame di gol e infatti è lui a chiudere i giochi con un mancino potente e preciso. Con un po’ di pazienza, diventerà sicuramente un’arma in più fondamentale per l’Atalanta).

Krstovic 6,5: nel primo tempo si mangia un gol da solo davanti a Falcone (comunque bravo a parare), ma nella ripresa sfrutta una dormita dei suoi ex compagni e segna il fondamentale gol del 2-0. È il capocannoniere stagionale della Dea, e a inizio anno in pochi se lo sarebbero aspettati. Come dice Palladino, è la dimostrazione vivente che il lavoro paga, sempre. (81′ Sulemana s.v.).

Palladino 7: sceglie dall’inizio l’undici giusto, azzecca i cambi e li fa nei momenti corretti. Quando, a novembre, s’è seduto sulla panchina della Dea, gli si chiedeva di portare la squadra a potersi giocare l’Europa in questo momento della stagione. E ce l’ha fatta. Ora mancano sette partite per completare l’opera: la strada è quella giusta.