Albino (BG)

Polemica e mobilitazione ad Albino: il dossier del Coordinamento giovanile bergamasco che scuote la Fassi

Il gruppo ha sollevato accuse pesanti, sostenendo una presunta complicità nelle operazioni di demolizione in territorio palestinese

Polemica e mobilitazione ad Albino: il dossier del Coordinamento giovanile bergamasco che scuote la Fassi

di Fabio Gualandris

Duro attacco a Fassi Group dal “Coordinamento giovanile bergamasco” che in un dossier ha accusato l’azienda di Albino di «complicità sistematica nella pulizia etnica nella Palestina occupata».

Dando notizia degli sviluppi della protesta, dissociandoci dai toni decisamente aggressivi, ci preme sottolineare come ogni accusa vada provata. Ogni strumento creato per costruire progresso può infatti essere impropriamente usato per fare del male senza che il produttore ne sia necessariamente complice.

Non ci nascondiamo il problema e crediamo si debba conoscere la verità, ma non riteniamo sia questo il modo per affrontarlo. Le foto non bastano, andrebbe verificato se l’azienda o consociate abbiano tratto beneficio da qualche contratto col governo di Israele che prevede requisiti specifici per smantellare abitazioni e villaggi.

Locandine contro la Fassi appese ad Albino

Quindi, prima di trarre conclusioni affrettate e per offrire un’informazione corretta e garantista, riteniamo doveroso sentire la versione dell’azienda che pubblicheremo appena avremo ricevuto riscontro.

Riportiamo di seguito la scansione dei fatti.

Il manifesto

La mattina di venerdì 27 marzo, Albino si è svegliata tappezzata di locandine, affisse abusivamente nella notte in diversi punti del territorio. Nello stampato, un’immagine presumibilmente scattata in terra di Palestina di un automezzo con sormontata una gru idraulica Fassi, la scritta a caratteri cubitali «Fassi group investe sul genocidio in Palestina. Stop agli accordi commerciali con Israele!», un Qr Code per consultare il dossier.

Il dossier

Uno studio di 33 pagine, pubblicato il 18 marzo, redatto dal “Coordinamento giovanile bergamasco” a cura di Filip Misic e Nico Foglieni. Il coordinamento così si presenta e spiega gli obiettivi: «Siamo un gruppo di liste universitarie, collettivi giovanili di partito, riuniti in un’unica direzione per cambiare veramente Bergamo e Provincia per favorire un progresso libero dalle logiche dello sfruttamento, della complicità con guerre e genocidi e dal capitalismo. Il primo passo per farlo è l’informazione».

«L’obiettivo è bloccare ogni legame tra Bergamo e il genocidio in Palestina, fornendo dati tramite la ricerca e la stesura di testi o articoli – proseguono -. (…)

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