Il Governo guidato da Giorgia Meloni lavora a una proroga del taglio delle accise su benzina e diesel, in scadenza il 7 aprile 2026. La misura, introdotta a metà marzo per contrastare il caro energia, potrebbe essere estesa fino al 30 aprile 2026 con un nuovo decreto legge.
A confermare l’intenzione dell’esecutivo è stato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha parlato di un intervento imminente. Intanto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è al lavoro per individuare le coperture finanziarie necessarie.
Proroga taglio accise: cosa prevede il nuovo decreto
Secondo le ultime indiscrezioni, il Governo starebbe preparando un nuovo Dl Carburanti da approvare in Consiglio dei Ministri, probabilmente il 3 aprile, prima delle festività pasquali.
L’ipotesi più concreta prevede:
- proroga di circa 3 settimane (fino al 30 aprile)
- conferma dello sconto attuale di circa 24-25 centesimi al litro
- costo per lo Stato tra 500 e 600 milioni di euro
Il primo intervento, varato il 18 marzo 2026, aveva già comportato una spesa pubblica simile, senza però riuscire a frenare stabilmente i rincari.
Prezzi carburanti oggi: benzina e diesel in aumento
Nonostante il calo del petrolio, i prezzi alla pompa continuano a salire. Secondo gli ultimi dati:
- Benzina (self service): 1,754 €/litro
- Diesel (self service): 2,076 €/litro
- Autostrada benzina: 1,821 €/litro
- Autostrada diesel: 2,142 €/litro
Senza proroga, dall’8 aprile il diesel potrebbe superare i 2,3 euro al litro, andando oltre i massimi storici registrati nel 2022.
Perché i prezzi restano alti: petrolio e crisi geopolitica
Il caro carburanti è legato principalmente alle tensioni internazionali e alle dinamiche del petrolio, in particolare del Brent.
La crisi in Medio Oriente e i rischi legati allo Stretto di Hormuz continuano a influenzare i mercati energetici globali. A livello europeo, il commissario all’energia Dan Jørgensen ha invitato i Paesi membri a prepararsi a possibili interruzioni delle forniture.
UE: meno consumi, più smart working e trasporti pubblici
In questo scenario, l’Unione Europea valuta misure per ridurre la domanda energetica, tra cui:
- incentivo allo smart working
- limitazione dei voli non essenziali
- promozione del trasporto pubblico
- riduzione dei limiti di velocità
- diffusione del car sharing
Linee guida simili a quelle proposte dall’Agenzia Internazionale dell’Energia per affrontare eventuali emergenze.
Accise differenziate? La proposta dei consumatori
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il taglio così come concepito però non sarebbe efficace e dovrebbe essere rivisto:
- benzina meno penalizzata
- diesel più caro e da sostenere maggiormente
Il presidente Massimiliano Dona propone di portare il taglio sul diesel fino a 40 centesimi, per mantenerlo sotto i 2 euro al litro.
Scontro politico: le mozioni in Senato
Il tema è al centro del dibattito politico. In Senato sono state presentate diverse mozioni:
- Opposizioni (Pd e altri): riduzione tasse, sostegno alle famiglie, contrasto al caro vita
- Maggioranza: rafforzamento del taglio del cuneo fiscale e politica energetica autonoma
- Azione (Carlo Calenda): interventi mirati e selettivi
Tra le voci critiche, Nicola Fratoianni ha definito il taglio delle accise “inutile”, proponendo invece una tassazione degli extraprofitti.
Taglio accise: fino a quando dura e cosa succede dopo
Attualmente, lo sconto è valido fino al 7 aprile 2026. Senza un nuovo decreto:
- le accise tornerebbero ai livelli pieni
- i prezzi aumenterebbero immediatamente
- aumenterebbe la pressione su famiglie e imprese
Il Governo punta quindi a un’estensione temporanea, in attesa di un miglioramento dello scenario internazionale.
La decisione finale è attesa entro pochi giorni. Molto dipenderà da:
- disponibilità delle risorse pubbliche
- andamento del petrolio
- evoluzione della crisi geopolitica
Nel breve termine, la proroga del taglio delle accise appare altamente probabile. Tuttavia, senza interventi strutturali, il problema del caro carburanti rischia di ripresentarsi nei prossimi mesi.