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Garanzie a ponderazione zero, vigilanza prudenziale ed EBA

**Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”

Garanzie a ponderazione zero, vigilanza prudenziale ed EBA

di Silviano Di Pinto*

Negli ultimi dieci anni il rapporto tra banche e imprese è cambiato più di quanto non sia accaduto nei decenni precedenti. Le crisi finanziarie, la pressione regolamentare europea e la crescente attenzione alla sostenibilità hanno imposto un nuovo modo di guardare al credito. Non è più sufficiente analizzare ciò che un’impresa ha fatto: oggi il sistema bancario vuole capire cosa potrà fare, come reagirà agli shock, se saprà generare valore in futuro.

Il capitale che protegge le banche (e l’economia)

Alla base di questa trasformazione c’è il Patrimonio di Vigilanza, il capitale regolamentare che le banche devono detenere per assorbire eventuali perdite. Una sorta di “cuscinetto di sicurezza” imposto dalle norme europee che definisce quanto rischio un istituto può permettersi di assumere. Il meccanismo è semplice: più un prestito è rischioso, più capitale la banca deve accantonare. E questo capitale è una risorsa scarsa e preziosa. È qui che entrano in scena le garanzie pubbliche.

Le garanzie a ponderazione zero: il carburante del credito

Negli anni della pandemia, molti imprenditori hanno scoperto un nuovo acronimo: RWA, le attività ponderate per il rischio. Le garanzie pubbliche – dal Fondo di Garanzia PMI a SACE e ISMEA – hanno permesso alle banche di azzerare la ponderazione del rischio sulla quota garantita. In altre parole, lo Stato si è assunto il rischio, liberando capitale regolamentare e consentendo alle banche di erogare più credito. Le banche hanno potuto ridurre gli accantonamenti e ampliare la capacità di finanziamento. Le imprese hanno ottenuto condizioni migliori, meno garanzie personali richieste e accesso al credito anche in situazioni complesse. Un meccanismo che ha sostenuto investimenti, liquidità e continuità operativa in un momento critico. Ma che, oggi, deve convivere con un sistema del credito più esigente.

EBA cambia le regole del gioco: il credito si guarda allo specchio del futuro

Nel 2020 l’EBA ha pubblicato Linee Guida che hanno rivoluzionato il modo in cui le banche devono valutare e monitorare il credito. Il messaggio è chiaro: Il credito non può più basarsi solo sui bilanci storici. Deve fondarsi sulla capacità futura dell’impresa di generare flussi di cassa sostenibili. È un cambio culturale radicale. Le banche devono analizzare business plan, scenari, coerenza tra previsioni e risultati, qualità della governance, capacità di reazione agli shock. Devono monitorare costantemente l’andamento dell’impresa, non solo al momento della concessione del finanziamento. E soprattutto devono valutare il merito creditizio senza considerare le garanzie che intervengono solo nella fase di mitigazione del rischio, non nella valutazione della solvibilità. Un punto spesso ignorato, ma decisivo: la garanzia non migliora il rating.

L’approccio forward looking: la sfida che le imprese non possono più rimandare

Se le banche devono guardare avanti, anche le imprese devono farlo. E qui emerge la vera rivoluzione: la bancabilità non dipende più solo dai numeri del passato, ma dalla capacità dell’impresa di dimostrare una visione credibile, sostenibile, documentata. Significa: pianificazione finanziaria; controllo di gestione evoluto; business plan realistici; governance trasparente; capacità di anticipare criticità e non subirle. Le imprese che adottano questo approccio diventano più solide, più affidabili, più competitive. E soprattutto più interessanti per il sistema bancario.

Un nuovo patto per i territori

Questa trasformazione non riguarda solo banche e imprese: riguarda i territori. Un sistema del credito più prudente ma anche più orientato al futuro: sostiene investimenti produttivi; favorisce innovazione e digitalizzazione; rafforza la competitività delle PMI; riduce il rischio sistemico; crea stabilità per famiglie e imprese; valorizza le filiere locali. Le garanzie pubbliche diventano un moltiplicatore di valore per l’intero sistema economico.

L’imprenditore del futuro è un imprenditore informato

In questo nuovo scenario, conoscere le regole del gioco è un vantaggio competitivo. Capire come funziona il Patrimonio di Vigilanza, quali effetti producono le garanzie pubbliche, cosa chiedono le Linee Guida EBA e perché l’approccio forward looking è diventato imprescindibile permette all’imprenditore di: dialogare con la banca da interlocutore consapevole; presentare documentazione coerente e credibile; migliorare la propria bancabilità; prevenire criticità nel monitoraggio; contribuire allo sviluppo del proprio territorio. Il credito non è più solo una questione di numeri: è una questione di visione. Solo un sistema del credito capace di guardare avanti e un’impresa capace di dimostrare il proprio futuro possono generare sviluppo vero, stabile e condiviso.

*Esperto in “Analisi  di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”