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Allarme Unione Consumatori Italiani: il “compra ora paga dopo” spinge il sovraindebitamento

Secondo Massimiliano Albanese, "avere credito immediato sullo smartphone non deve indurre all’abuso: serve maggiore consapevolezza"

Allarme Unione Consumatori Italiani: il “compra ora paga dopo” spinge il sovraindebitamento

Il “Buy Now Pay Later” (BNPL), sempre più diffuso attraverso app fintech, rappresenta un rischio crescente per la stabilità finanziaria delle famiglie italiane (in copertina, Albanese e Broggi).

Allarme Unione Consumatori Italiani

A lanciare l’allarme è l’Unione Consumatori Italiani, sulla base dei dati dell’ultimo bollettino di Bankitalia.

Oggi circa il 30% delle famiglie utilizza questi strumenti, per un valore complessivo di quasi 7 miliardi di euro e una crescita del 48% tra il 2024 e il 2025.

«Le nuove tecnologie digitali hanno contribuito a radicare cattive abitudini che i consumatori devono imparare a correggere: la possibilità di ottenere credito in pochi secondi tramite app, senza passare dal sistema bancario tradizionale, rischia di alimentare un utilizzo poco consapevole di questi strumenti», ha dichiarato l’Avv. Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’UCI.

«Le piattaforme BNPL – continua il Segretario – offrono indubbi vantaggi in una fase economica complessa, ma la loro estrema semplicità di accesso può generare sovraindebitamento. Ancora più preoccupante è il fatto che, attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, la concessione del credito avvenga senza una reale valutazione della capacità reddituale, basandosi invece su abitudini di spesa, frequenza degli acquisti e comportamenti digitali».

«Questo espone soprattutto le fasce più fragili della popolazione: non è un caso che tali strumenti siano spesso utilizzati da soggetti già in ritardo nei pagamenti. È allarmante – conferma Albanese – che i crediti deteriorati derivanti da BNPL rappresentino già il 5% del totale, contro il 3,5% del credito al consumo tradizionale».

Il tema è stato sollevato dal Segretario dell’UCI a margine di un convegno tenutosi al Senato, in occasione della presentazione del libro di Danilo Broggi – Il problema siamo noi: stupidità umana e intelligenza artificiale (edizioni Guerini) – anche alla luce delle nuove normative europee, tra cui l’AI Act e la futura direttiva CCD2 sul credito al consumo, nonché del modello italiano previsto dalla recente Legge 132, entrata in vigore lo scorso 10 ottobre.

«Avere credito immediato sullo smartphone non deve indurre all’abuso: serve maggiore consapevolezza nella gestione delle proprie risorse per evitare una pericolosa dipendenza dal credito facile, che può compromettere l’equilibrio finanziario delle famiglie», conclude Massimiliano Albanese.

L’Unione Consumatori Italiani ribadisce così il proprio impegno per l’educazione finanziaria e la tutela dei consumatori più vulnerabili, favorendo anche percorsi di reinclusione per i soggetti sovra indebitati.