E’ stata fissata per domani, mercoledì 25 marzo alle 17, l’assemblea del Consorzio che gestisce lo sviluppo di via Panizzardo a Caravaggio, per discutere due nuove manifestazioni di interesse. Quelle che nella seduta precedente hanno fatto infuriare i proprietari dei terreni, che non ne erano a conoscenza. E tuttavia il CdA, secondo voci di corridoio, le avrebbe già scartate.
Le manifestazioni di interesse oggetto di discussione
A presentare le manifestazioni di interesse sono due società che si occupano rispettivamente di logistiche e data center.
La “MACA Srl” (Sviluppo Logistica) è una società specializzata nello sviluppo diretto di aree edificabili e complessi immobiliari industriali da riqualificare, e nella gestione delle pratiche urbanistiche per l’ottenimento dei permessi per l’avvio dei lavori di realizzazione di immobili industriali e logistici per società italiane o multinazionali. L’area in oggetto era già stata attenzionata in passato per l’insediamento della “Faster” di Rivolta d’Adda, ma lo stato di avanzamento delle procedure urbanistiche non consentì il perfezionamento dell’operazione.
La NIO+DC (Sviluppo Data Center) è una società internazionale di sviluppo specializzata in infrastrutture digitali, operante come punto di congiunzione tra asset immobiliari grezzi e data center ad alto valore aggiunto. Le sue competenze integrate comprendono l’origination, il posizionamento strategico dei terreni con individuazione e mitigazione dei rischi, e lo sviluppo integrale del progetto gestendo i complessi processi di autorizzazione (entitlement) e di approvvigionamento energetico. A garanzia dell’assoluta serietà della proposta, l’offerta è firmata da Fulvia Beyer, figura di spicco nel settore dei data center e della sostenibilità digitale a livello europeo.
Il gruppo di consorziati che ha deciso di rendere pubbliche le due manifestazioni di interesse è tutt’altro che contrario all’insediamento di un data center: ritiene infatti che se il CdA decidesse di procedere seriamente in questa direzione, tra soli quattro mesi l’area potrebbe essere finalmente venduta, mettendo la parola fine a ben 15 anni di attesa. Evidentemente ormai considera “Arafin” indempiente rispetto alle prestazioni promesse nel contratto preliminare e, pertanto, a è convinto che nulla spetterebbe alla società relativamente alla fideiussione. Per rassicurare tutti i soci sulla totale integrità dei fondi tuttavia ritiene doveroso che venga mostrato l’estratto conto attuale e degli ultimi tre anni del Consorzio. Non solo. Ventilano anche la possibilità di formulare una richiesta di risarcimento danni per l’eventuale mancato intervento del bando “Arest”.
Dal gruppo di consorziati sul piede di guerra minaccia un’azione legale e chiede le dimissioni del CdA
Il CdA si è riunito mercoledì 18 marzo per valutare le due nuove manifestazioni di interesse ma è emerso che un avvocato ha inoltrato una Pec di diffida “per impedire che chiudesse la porta ai nuovi offerenti e si proseguisse in via esclusiva con “Arafin” senza il preventivo passaggio in assemblea”. Non basta: il gruppo di consorziati che contesta apertamente il presidente Paolo Viola e il CdA non solo annuncia l’intenzione di presentare una formale istanza di accesso agli atti per acquisire l’intera documentazione contabile e amministrativa (estratti conto, registri Pec giustificativi di spesa e fatture dei consulenti) ma minaccia anche una possibile azione a tutela dei propri patrimoni.
“Se il presidente ritiene di aver esaurito la propria spinta propulsiva, come da lui stesso adombrato – ha commentato qualcuno di loro – lo invitiamo a trarne le conseguenze formali, chiedendo contestualmente che l’intero Consiglio di Amministrazione rassegni le dimissioni per consentire un azzeramento della gestione prima che la situazione diventi irrecuperabile”.