Si è spento oggi, martedì 24 marzo 2026, l’autore che ha ridefinito i confini della musica leggera italiana. Gino Paoli, nato a Monfalcone (nel Goriziano, FVG) il 23 settembre 1934 ma ligure d’adozione, aveva 91 anni. La notizia è stata confermata dai congiunti attraverso una nota ufficiale: “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari“, si legge nel comunicato che richiede il rispetto della riservatezza per il momento di dolore. Con la sua dipartita cala definitivamente il sipario sulla Scuola Genovese, il movimento d’avanguardia che annoverava tra i suoi esponenti figure come Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e Umberto Bindi.
L’innovazione stilistica e i successi senza tempo
Il compositore ha rappresentato un punto di rottura fondamentale nella discografia nazionale, introducendo il linguaggio del quotidiano e una profondità psicologica inedita. Opere come “Il cielo in una stanza” e “La gatta” hanno segnato il passaggio verso un realismo che ha influenzato le generazioni successive. La sua produzione vanta titoli monumentali quali “Sapore di sale”, “Senza fine” e “Che cosa c’è”, brani che hanno trasformato la cultura del territorio ligure in un patrimonio collettivo. L’ultima apparizione pubblica di rilievo risale al Festival di Sanremo 2023, dove il novantenne si era esibito come ospite d’onore interpretando i suoi classici al pianoforte.
Il legame profondo con il Tigullio e la Val Fontanabuona
Il rapporto tra l’artista e la propria terra è stato caratterizzato da una presenza costante nel Levante ligure. Frequentatore assiduo della Baia del Silenzio a Sestri Levante e protagonista di serate al Covo di Nord-Est di Santa Margherita, il musicista viveva il comprensorio con profondo senso di appartenenza. Un episodio significativo risale al 2013, in occasione del Premio Tigullio Expo Fontabuona. Nonostante il furto dell’opera originale destinata alla premiazione, i rappresentanti locali consegnarono al cantante una creazione sostitutiva in ardesia della Fontanabuona, suggellando una stima reciproca con le maestranze e i residenti dell’entroterra.
Le reazioni istituzionali e il cordoglio della Regione
Le massime autorità regionali hanno espresso profondo dolore per la perdita del decano dei cantautori. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha definito la scomparsa un vuoto indelebile: “Se ne va un pilastro che con le sue note ha portato l’immagine di Genova e della Liguria nel mondo”, ha dichiarato il vertice della giunta. Nel 2022, il novantenne era stato insignito della Croce di San Giorgio, la più alta onorificenza regionale. Anche la vicepresidente Simona Ferro ha voluto ricordare come il poeta del mare abbia incarnato l’anima più autentica del territorio, rimanendo legato alla sua terra per tutta la vita.
Il ricordo dei colleghi e l’aneddoto di Mogol
Tra le numerose testimonianze del mondo della cultura spicca quella di Giulio Rapetti, in arte Mogol, legato al defunto da una storica collaborazione. “È stato un grandissimo autore e compositore di primo piano”, ha commentato il paroliere all’Adnkronos, rivelando come negli ultimi tempi il collega apparisse segnato da uno stato di depressione. Mogol ha inoltre ricordato il proprio ruolo nel far conoscere “Il cielo in una stanza” a Mina: “Avevo capito che era un pezzo meraviglioso, lei lo ascoltò e le piacque molto”, ha spiegato il paroliere, sottolineando come l’incontro tra la penna di Paoli e la voce dell’interprete abbia segnato la storia della musica.
Nel 2023 il suo ultimo Sanremo
Tra i momenti clou della finale del 73esimo Festival di Sanremo, nel 2023, anche l’esibizione del super-ospite Gino Paoli, il quale ha regalato grandi emozioni cantando i suoi celebri successi “Una lunga storia d’amore”, “Sapore di sale” e ovviamente “Il cielo in una stanza”.

Ma il cantautore 88enne si è contraddistinto sul palco dell’Ariston, oltre che per la musica, anche per alcune estemporanee affermazioni riguardo a Little Tony e alla presunta infedeltà della moglie:
“Sono felice di essere qui, anche se è una gabbia di matti – ha scherzato inizialmente Gino Paoli per poi riferendosi a Gianni Morandi – Morandi quindicenne mi seguiva ovunque per imparare non si sa cosa – e alla fine l’aneddoto su Little Tony – Era venuto a fare il Cantagiro, poi era tornato a casa e la sua donna di allora era stata con tanti amici“.
Amadeus e Gianni Morandi, prima che la situazione degenerasse, hanno bloccato Gino Paoli dicendo: “Ma non si possono dire queste cose…“.