Bergamo (BG)

Referendum sulla giustizia, i risultati Comune per Comune a Bergamo e provincia

In Italia ha vinto il "no", in Bergamasca ha vinto ampiamente il "sì" (61 a 39). In città invece il "no", dopo l'affluenza record. I commenti dei politici

Referendum sulla giustizia, i risultati Comune per Comune a Bergamo e provincia

Ha vinto il “no”. È questo il risultato del referendum sulla giustizia che si è tenuto in tutta Italia fra ieri (domenica 22 marzo) e le 15 di oggi. Il “no” è stato scelto dalla maggioranza degli italiani e ha vinto con circa 8 punti di scarto. Va così in soffitta la riforma della giustizia proposta dal governo Meloni.

Gli esiti nel Paese però non sono omogenei. In Lombardia a vincere è stato il “sì”, per 53 a 46 per cento. In provincia di Bergamo la vittoria del “sì” è stata addirittura schiacciante: 60,9 a 39,1 per cento.

Certo è che alle urne sono andati molti più cittadini del previsto. L’incognita della partecipazione degli elettori è stata fugata da un convincente 59 per cento a livello nazionale.

In Bergamasca si è andati persino oltre. Degli 846 mila chiamati a votare, sono andati alle urne il 65 per cento. In città l’affluenza ha toccato addirittura il 68,7 per cento.

I Comuni bergamaschi in cui si è votato di più sono: Moio de’ Calvi (74,86 per cento), Costa Valle Imagna (74,4), Ranica (73,7), Gorle (72,7) e Castro (71). Quelli in cui si è votato meno Chignolo (56,6), Locatello, Isola di Fondra, Mezzoldo, Piazzolo e Valtorta, tutti poco superiori al 50 per cento.

La vittoria del “sì” in Bergamasca confermata anche nei Comuni oltre i quindicimila abitanti. A Seriate vince il “sì” con 6.707 voti (52,77 per cento) contro i 6.002 del No (47,23 per cento). Anche a Romano di Lombardia netta vittoria del “sì”: 5.182 voti (58,76) a 3.637 (41,24), e lo stesso a Caravaggio: 4.678 a 3.041 (60,6 contro 39,4); a Dalmine vince il “sì” con 4.670 voti contro 4.359 (51,7 a 48,2). Albino e Treviglio non hanno ancora terminato ma anche nei due grandi centri il “sì” è avanti.

In città vince il “no”

Bergamo è il capoluogo della Lombardia in cui si è votato di più, raggiungendo il picco del 68,72 per cento. Seguono Brescia, Monza, Pavia, Lodi, Milano, Mantova, Cremona, Varese, Como, Sondrio.

Nella città di Bergamo ha vinto il “no” che ha incassato 26.361 voti (pari al 54,1 per cento) contro i 22.309 del Sì (45,8). Ad andare al seggio sono stati in 48.904.

Le reazioni

«Il risultato del referendum sulla giustizia rappresenta senza dubbio un’occasione persa per il Paese. C’è grande dispiacere perché una vittoria del “sì” avrebbe potuto segnare un vero cambio di passo su temi fondamentali per i cittadini e per il sistema giudiziario». Lo dichiara in una nota Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Forza Italia Lombardia.

«Una notizia positiva arriva dalla Lombardia, dove il Sì ha prevalso in quasi tutte le province – aggiunge l’azzurro -. Nella prima regione italiana per popolazione e per Pil i cittadini hanno dato un segnale importante, dimostrando sensibilità e attenzione verso la necessità di riformare la giustizia».

«Voglio ringraziare tutta la nostra classe dirigente e i militanti di Forza Italia Lombardia per il lavoro straordinario svolto in questi ultimi due mesi: un impegno costante, capillare e generoso sui territori, che ha contribuito in modo decisivo a questo risultato. Da qui dobbiamo ripartire, con determinazione, per continuare a portare avanti le nostre battaglie, anche quella per una giustizia più equa, efficiente e vicina ai cittadini. Se il campo largo pensa di avere già vinto le elezioni politiche ha sbagliato i conti, perché sarà un’altra partita: è facile unire tutti su un “no”, molto più difficile farlo su una leadership e su una proposta politica credibile, che oggi manca», conclude.

Di tutt’altro avviso il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici. «Una grande ed importante mobilitazione che ha portato una vittoria che manda un segnale chiaro: il Paese c’è, e dice alt all’arroganza di Giorgia Meloni e del governo – scrive in un comunicato stampa -.  La cittadinanza vuole risposte chiare, concrete e radicali, noi pronti a scendere in campo. Lo dimostra anche l’importante affluenza alle urne, il 65,25% nella bergamasca, che è un ottimo segnale per la nostra democrazia e le nostre istituzioni. Ringrazio i nostri volontari e chi si è speso per fare una campagna referendaria che ci ha portato in 40 paesi della bergamasca con assemblee ed incontri e a tutti coloro che strada per strada, casa per casa hanno portato le ragioni del no e hanno contribuito ad una grande vittoria».

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario cittadino del Pd Alessandro De Bernardis: «Risultato fantastico da parte di tutta l’Italia e la città di Bergamo non è da meno: un risultato netto e chiarissimo che rende ragione del lavoro nei gazebo, nelle iniziative pubbliche e nella disseminazione che abbiamo fatto giorno per giorno, con concretezza, sul territorio. Importantissimo il dato sull’affluenza, più della media della nostra provincia, che dimostra il grande senso civico della nostra città e della cittadinanza».

«Una partecipazione così alta è il segnale più importante: quando si vota sulla Costituzione, i cittadini rispondono – ha invece commentato la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali -. Il risultato, in Italia come a Bergamo, vede prevalere il “no” ed è per me motivo di soddisfazione. Il referendum non mi ha convinto fin dall’inizio, perché questa riforma non interveniva sui problemi reali della giustizia: i tempi dei processi, le carenze di organico, le difficoltà del sistema penale. Inoltre metteva a rischio l’equilibrio dei poteri. E poi è mancato un confronto serio, rigoroso e costruttivo in Parlamento. Il Governo ha scelto invece di politicizzare questo referendum. I cittadini hanno risposto entrando nel merito e dando un segnale politico chiaro. Da qui bisogna ripartire, senza ulteriori prove muscolari. Il risultato di oggi dice che serve dialogo, rispetto delle diverse posizioni e una vera attenzione alle priorità che incidono ogni giorno sulla vita delle persone».

I Comuni bergamaschi in cui ha vinto il “sì” (e con che percentuale)

  • Adrara San Martino – 71,59%
  • Adrara San Rocco – 75,36%
  • Albano Sant’Alessandro – 58,82%
  • Albino – 57,89%
  • Algua – 65,07%
  • Almè – 62,61%
  • Almenno San Bartolomeo – 62,62%
  • Almenno San Salvatore – 61,46%
  • Alzano Lombardo – 53,31%
  • Ambivere – 59,55%
  • Antegnate – 69,64%
  • Arcene – 58,56%
  • Ardesio – 67,34%
  • Arzago – 62,72%
  • Averara – 51,95%
  • Aviatico – 75,25%
  • Azzano San Paolo – 58,75%
  • Azzone – 84,92%
  • Bagnatica – 59,67%
  • Barbata – 72,27%
  • Bariano – 58,86%
  • Barzana – 63,22%
  • Bedulita – 73,05%
  • Berbenno – 68,19%
  • Berzo San Fermo – 69,25%
  • Bianzano – 65,55%
  • Blello – 72,73%
  • Bolgare – 69,97%
  • Boltiere – 57,16%
  • Bonate Sopra – 55,99%
  • Bonate Sotto – 54,87%
  • Borgo di Terzo – 61,14%
  • Bossico – 68,05%
  • Bottanuco – 59,11%
  • Bracca – 69,80%
  • Branzi – 78,47%
  • Brembate – 55,20%
  • Brembate di Sopra – 59,83%
  • Brignano – 56,72%
  • Brumano – 67,53%
  • Brusaporto – 63,40%
  • Calcinate – 66,95%
  • Calcio – 65,62%
  • Calusco – 58,54%
  • Calvenzano – 60,59%
  • Camerata Cornello – 73%
  • Canonica – 57,22%
  • Capizzone – 62,64%
  • Capriate San Gervasio – 53,33%
  • Caprino – 60,79%
  • Caravaggio – 60,60%
  • Carobbio degli Angeli – 65,62%
  • Carona – 59,63%
  • Carvico – 61,07%
  • Casazza – 64,13%
  • Casirate – 58,30%
  • Casnigo – 67,52%
  • Cassiglio – 75%
  • Castel Rozzone – 63,34%
  • Castelli Calepio – 69,32%
  • Castione – 73,53%
  • Cavernago – 61,45%
  • Cazzano Sant’Andrea – 70,77%
  • Cenate Sopra – 62,42%
  • Cenate Sotto – 69,44%
  • Cene – 67,58%
  • Cerete – 72,91%
  • Chignolo d’Isolo – 61,36%
  • Chiuduno – 61,40%
  • Cisano – 59,07%
  • Ciserano – 58,64%
  • Cividate al Piano – 65,83%
  • Clusone – 64,63%
  • Colere – 77,29%
  • Cologno al Serio – 66,78%
  • Colzate 65,49%
  • Comun Nuovo – 59,97%
  • Corna Imagna – 65,92%
  • Cornalba – 74,10%
  • Cortenuova – 67,46%
  • Costa di Mezzate – 59,89%
  • Costa Serina – 67,70%
  • Costa Valle Imagna – 67,89%
  • Costa Volpino – 60,93%
  • Covo – 66,49%
  • Credaro – 66,91%
  • Curno – 53,49%
  • Cusio – 66,67%
  • Dalmine – 51,42%
  • Dossena – 78,19%
  • Endine Gaiano – 70,54%
  • Entratico – 64,98%
  • Fara Gera d’Adda – 53,82%
  • Fara Olivana con Sola – 71,43%
  • Filago – 62,35%
  • Fino del Monte – 69,91%
  • Fiorano al Serio – 62,30%
  • Fontanella – 70,36%
  • Fonteno – 72,76%
  • Foppolo – 81,18%
  • Foresto Sparso – 77,19%
  • Fornovo San Giovanni – 64,22%
  • Fuipiano – 69,31%
  • Gandellino – 57,54%
  • Gandino – 70,30%
  • Gandosso – 63,98%
  • Gaverina Terme – 67,49%
  • Gazzaniga – 62,95%
  • Ghisalba – 69,13%
  • Gorlago – 64,07%
  • Gorle – 52%
  • Gorno – 73,34%
  • Grassobbio – 61,15%
  • Gromo – 61,81%
  • Grone – 73,75%
  • Grumello del Monte – 64,36%
  • Isola di Fondra – 67,44%
  • Isso – 70,19%
  • Lallio – 56,57%
  • Leffe – 70,35%
  • Lenna – 58,25%
  • Levate – 53,03%
  • Locatello – 67,21%
  • Lovere – 50,86%
  • Lurano – 57,99%
  • Luzzana – 61,72%
  • Madone – 56,67%
  • Mapello – 59,79%
  • Martinengo – 67,55%
  • Medolago – 62,66%
  • Mezzoldo – 54,12%
  • Misano – 63,83%
  • Moio de’ Calvi – 61,07%
  • Monasterolo – 67,17%
  • Montello – 60,03%
  • Morengo – 62,91%
  • Mornico – 71,09%
  • Mozzanica – 65,39%
  • Mozzo – 53,47%
  • Nembro – 56,61%
  • Olmo al Brembo – 71,73%
  • Oltre il Colle – 74,49%
  • Oneta – 69,26%
  • Onore – 70,36%
  • Orio al Serio – 58,03%
  • Ornica – 78,57%
  • Osio Sopra – 57,34%
  • Osio Sotto – 52,42%
  • Pagazzano – 64,56%
  • Paladina – 60,13%
  • Palazzago – 63,52%
  • Palosco – 68,33%
  • Parre – 72,69%
  • Parzanica – 66,49%
  • Pedrengo – 55,65%
  • Peia – 72,90%
  • Pianico – 68,08%
  • Piario – 55,82%
  • Piazza Brembana – 60,06%
  • Piazzatorre – 73,58%
  • Piazzolo – 65,85%
  • Pognano – 66,19%
  • Ponte Nossa – 56,70%
  • Ponte San Pietro – 53,71%
  • Ponteranica – 55,69%
  • Pontida – 61,18%
  • Pontirolo – 59,42%
  • Pradalunga – 57,51%
  • Predore – 61,89%
  • Premolo – 65,25%
  • Presezzo – 53,66%
  • Pumenengo – 74,46%
  • Ranica – 55,36%
  • Ranzanico – 70,94%
  • Riva di Solto – 66,53%
  • Rogno – 64,06%
  • Romano di Lombardia – 58,76%
  • Roncobello – 51,22%
  • Roncola – 66,09%
  • Rota d’Imagna – 71%
  • Rovetta – 65,38%
  • San Giovanni Bianco – 65,26%
  • San Paolo d’Argon – 63,42%
  • San Pellegrino Terme – 59,93%
  • Sant’Omobono Terme – 68,28%
  • Santa Brigida – 76,23%
  • Sarnico – 65,70%
  • Scanzorosciate – 53,27%
  • Schilpario – 78,71%
  • Sedrina – 67,95%
  • Selvino – 70,27%
  • Seriate – 52,77%
  • Serina – 67,39%
  • Solto Collina – 69,70%
  • Solza – 59,28%
  • Songavazzo – 69,91%
  • Sorisole – 58,98%
  • Sotto il Monte – 58,57%
  • Sovere – 61,61%
  • Spinone al Lago – 67,95%
  • Spirano – 66,21%
  • Stezzano – 51,97%
  • Strozza – 63,47%
  • Suisio – 61,66%
  • Taleggio – 77,04%
  • Tavernola – 64,28%
  • Telgate – 63,96%
  • Terno d’Isola – 54,61%
  • Torre de’ Busi – 64,84%
  • Torre de’ Roveri – 58,97%
  • Torre Pallavicina – 74,69%
  • Trescore – 61,73%
  • Treviglio – 51,51%
  • Treviolo – 57,82%
  • Ubiale Clanezzo – 69,56%
  • Urgnano – 66,59%
  • Val Brembilla – 73,52%
  • Valbondione – 68,22%
  • Valbrembo – 59,61%
  • Valgoglio – 78,57%
  • Valleve – 77,46%
  • Valnegra – 55,24%
  • Valtorta – 66,36%
  • Vedeseta – 73,83%
  • Verdellino – 51,20%
  • Verdello – 53,81%
  • Vertova – 69,22%
  • Viadanica – 72,11%
  • Vigano San Martino – 69,78%
  • Vigolo – 85,62%
  • Villa d’Adda – 61,85%
  • Villa d’Almè – 57,36%
  • Villa d’Ogna – 55,12%
  • Villa di Serio – 57,18%
  • Villongo – 66,28%
  • Vilminore di Scalve – 69,74%
  • Zandobbio – 64,50%
  • Zanica – 59%
  • Zogno – 61,17%

I Comuni bergamaschi in cui ha vinto il “no” (e con che percentuale)

  • Bergamo – 54,56%
  • Castro – 54,30%
  • Oltressenda Alta – 59,30%
  • Torre Boldone – 50,01%