Omicidio Comunanza, Funari in aula: “volevo solo difendermi”

Omicidio Comunanza, Funari in aula: “volevo solo difendermi”

MACERATA – Non il ritratto di un assalitore a sangue freddo, ma quello di un uomo “sopraffatto dagli eventi”. Claudio Funari, imputato per l’omicidio di Renzo Paradisi e per il tentato omicidio della moglie Maria Antonietrta Giacomozzi a Comunanza (Ascoli Piceno) la sera del 23 dicembre 2024, si è descritto così davanti alla Corte d’Assise di Macerata.

Nella sua deposizione Funari ha descritto una dinamica concitata: non sarebbe stato lui a iniziare, ma Paradisi. L’imputato ha riferito di un colpo ricevuto a tradimento dietro al collo. “Mi sono sentito offeso e aggredito”, ha dichiarato, spiegando che solo quando l’anziano ha tentato di colpirlo una seconda volta è scattata la reazione. Un “diretto destro” – così lo ha definito – sferrato “per bloccare l’avversario”. Una versione che punta tutto sulla legittima difesa e sulla mancanza di volontà di uccidere.

    Per corroborare la sua tesi, Funari ha aggiunto particolari inediti sulla sua presenza in quella casa, sottolineando quello che sarebbe stato un legame di stima reciproca con la coppia.

    L’imputato ha poi motivato le lesioni gravissime come l’esito di una “colluttazione scomposta”. Le “sbracciate” e le spinte date nel tentativo di liberarsi avrebbero causato la caduta dei coniugi, che avrebbero battuto la testa o il corpo contro elementi d’arredo o il pavimento. Negata con decisione anche la seconda aggressione ipotizzata dagli inquirenti: a detta di Funari si è trattato di “un unico, tragico episodio di confusione e violenza” reattiva.