Aicurzio (MB)

Nuovo ponte San Michele: Patto per il Nord all’attacco

La presa di posizione del movimento politico, in seguito alla Commissione Trasporti della scorsa settimana in Regione Lombardia

Nuovo ponte San Michele: Patto per il Nord all’attacco

Sulle novità emerse dalla Commissione Territorio di Regione Lombardia, riunitasi lo scorso giovedì per discutere del nuovo ponte sull’Adda, tra Paderno e Calusco d’Adda si è espresso anche il movimento politico Patto per il Nord. Il partito, il cui segretario regionale è il sindaco di Aicurzio Matteo Baraggia, ha criticato duramente l’esito della Commissione.

Nuovo ponte San Michele: Patto per il Nord all’attacco

Le stilettate politiche del nuovo movimento sono partite nei confronti del presidente della commissione Jonathan Lobati.

“Apprendiamo con sconcerto che il Presidente della Commissione, Jonathan Lobati, si è limitato a giustificare quanto RFI ha ‘cucinato’ per il territorio lombardo, avallando la definitiva bocciatura della proposta dei sindaci e dei cittadini”, dichiara Patto per il Nord. “La scelta di costruire un’unica struttura mista parallela allo storico San Michele non è solo un errore logistico, è il preludio a un pesante contenzioso con l’Europa”, si legge nella nota diramata da Patto per il Nord.

Il timore di Patto per il Nord è quello che il progetto avallato da RFI, rischi di smantellare quanto previsto in sede comunitaria per le infrastrutture TEN-T (Rete Trans-Europea dei Trasporti), definito invece da Patto per il Nord “pilastro della mobilità continentale che non può essere ignorato per calcoli locali”. Il movimento politico ha inoltre ricordato come “Dei nove grandi corridoi europei, ben quattro interessano l’Italia e, nello specifico, il cuore produttivo della Brianza e della bassa bergamasca”.

“Ci chiediamo se Lobati si renda conto della gravità della sua posizione: ignorare i corridoi strategici europei significa mettere i bastoni tra le ruote allo sviluppo del Nord”, prosegue la nota. Chiediamo al Ministro degli Esteri Antonio Tajani se intenda tollerare che un suo rappresentante locale sconfessi le direttive europee che lui stesso è chiamato a difendere a Bruxelles, da sempre così attento a non urtare le volontà dell’Europa in tutte le sue forme. Come si concilia la linea del Ministro con questa scelta regionale che rischia di isolare un quadrante fondamentale del Paese?”, prosegue la nota.

Le preoccupazioni per il raddoppio ferroviario nei centri abitati

Infine Patto per il Nord, è tornata a battere chiodo proprio sulla questione del raddoppio ferroviario, che secondo il movimento comporterà grosse problematiche per quanto riguarda i centri abitati nei quali passa la ferrovia.

“Sebbene RFI preveda che il nuovo ponte debba essere pronto entro il 2034, la decisione di ignorare lo spostamento di un paio di chilometri più a sud condannerà i centri abitati a un raddoppio del traffico e a un impatto viabilistico insostenibile per la vita dei cittadini – conclude la nota – Non bastano i concorsi internazionali di progettazione per nascondere la realtà: si è scelta la via più pigra o, forse, si è preferito tutelare interessi che non hanno nulla a che fare con il bene comune, blindando una decisione inaccessibile al confronto democratico a scapito di alternative più logiche”, conclude Patto per il Nord. “Questa ostinata chiusura è inaccettabile. Esigiamo che la Regione sospenda l’iter e apra immediatamente un tavolo di confronto con Bruxelles e i sindaci del territorio per evitare uno scempio irreversibile. Il Nord non può permettersi infrastrutture ‘di ripiego’ figlie di scelte calate dall’alto che ignorano i grandi corridoi internazionali”.