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Formula 1 tra tensioni geopolitiche: il calendario può cambiare

La crisi in Medio Oriente mette a rischio viaggi, trasporti e Gran Premi: la FIA monitora la situazione

Formula 1 tra tensioni geopolitiche: il calendario può cambiare

Il rombo dei motori rischia di essere coperto dal rumore della geopolitica. La Formula 1 si prepara a vivere una stagione che, oltre alla sfida in pista, dovrà fare i conti con un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione. La crisi in Medio Oriente apre infatti scenari di forte incertezza, con il concreto pericolo di una sospensione o di una profonda riorganizzazione del calendario.

Al momento, la partenza del Circus dall’Australia non sembra essere in discussione. Tuttavia, l’equilibrio resta fragile e il Mondiale 2026 (stagione attuale) potrebbe seguire un percorso diverso rispetto a quello programmato.

I meccanici bloccati e i test in Bahrain

I test prestagionali si sono svolti regolarmente in Bahrain, ma la situazione è cambiata rapidamente. Pochi giorni dopo la conclusione delle prove, l’Iran ha bombardato una base statunitense, provocando l’annullamento di un test pneumatici.

Sul fronte logistico emergono le prime criticità: alcuni componenti della Ferrari non sono ancora arrivati a Melbourne, sede del primo GP stagionale, anche se il loro arrivo è previsto nelle prossime ore. Le squadre stanno valutando soluzioni alternative di viaggio, ma le opzioni disponibili si stanno riducendo rapidamente.

Il corridoio Europa-Asia, fondamentale per gli spostamenti del paddock, ha raggiunto un livello di rischio elevatissimo, rendendo complessa ogni pianificazione.

Logistica complicata: corridoi aerei ridotti al minimo

Rispetto al 2022, quando erano disponibili quattro corridoi principali, oggi le compagnie aeree possono contare su appena “uno e mezzo”. La rotta siberiana è chiusa da quattro anni, costringendo i voli a transitare sopra un Medio Oriente attualmente instabile.

Anche la cosiddetta “autostrada centrale”, che sorvola Iran e Penisola Arabica, è stata chiusa. L’unica traiettoria ancora praticabile passa sopra Afghanistan e Pakistan, ma le tensioni tra i due Paesi — con Islamabad che ha parlato di “guerra aperta” — rendono la situazione estremamente delicata.

In sostanza, oggi non esiste un corridoio Europa-Asia realmente sicuro, e questo incide direttamente sulla macchina organizzativa della Formula 1.

Calendario in evoluzione: la FIA osserva

Nonostante tutto, la maggior parte dei team ha già raggiunto Melbourne e si prepara a disputare il primo Gran Premio dell’anno, che difficilmente sarà sospeso. Dopo l’Australia, il programma prevede la tappa in Cina e poi in Giappone, prima del ritorno verso Ovest.

Il 12 e 19 aprile sono attualmente confermati i GP in Bahrain e in Arabia Saudita, ma ipotizzare oggi cosa accadrà tra un mese è estremamente complesso.

La Federazione Internazionale dell’Automobile sta valutando possibili modifiche al calendario. Il presidente Mohammed Ben Sulayem ha dichiarato: “Monitoriamo gli sviluppi con attenzione, la sicurezza guiderà le nostre decisioni sui prossimi eventi in quell’area”.

Il messaggio è chiaro: la priorità resta la sicurezza, ma la stagione di Formula 1 potrebbe presto subire cambiamenti significativi.