Verolanuova (BS)

“Basta allarmismi: non è certa la presenza di amianto sul territorio”

La Commissione urbanistica di Verolanuova si è riunita per parlare di uno dei temi più discussi in paese

“Basta allarmismi: non è certa la presenza di amianto sul territorio”

Tutta la Bassa si è allarmata a proposito di un’operazione congiunta tra le Fiamme Gialle della Tenenza di Gardone Val Trompia e i Carabinieri forestali di Concesio che hanno individuato diversi siti in cui un imprenditore della Val Trompia smaltiva l’amianto sminuzzandolo e utilizzandolo come materiale di riporto, a Verolanuova sono state poste sotto sequestro due aree, una negli stabilimenti dell’ex Ocean e una nell’area in via Rovetta, proprio al fine di verificare o meno la presunta presenza di amianto.

L’assemblea pubblica

Questa notizia ha fatto immediatamente scattare la minoranza Progetto Verolanuova, guidata da Massimo Tolettini che prontamente ha chiesto spiegazioni e la convocazione urgente della Commissione urbanistica perché l’Amministrazione potesse spiegare l’accaduto.

Il comunicato ufficiale dell’Amministrazione

Detto e fatto: mercoledì sera l’Amministrazione ha incontrato la minoranza ed i cittadini in Municipio, ma prima aveva già fatto sentire la sua voce con un comunicato ufficiale: “Con riferimento agli articoli apparsi sui giornali locali aventi ad oggetto la presunta presenza nella Bassa bresciana di materiale contenente amianto comunichiamo che a Verolanuova sono stati analizzati due cumuli di materiali, uno nell’area ex Ocean, durante la demolizione dell’immobile adibito a mensa fronte parcheggio di viale Europa e un altro in un piazzale pavimentato ad ovest del centro commerciale il Castello di via Rovetta. Sono stati contattati gli Enti preposti ed è stato confermato che ad oggi non è possibile stabilire se questi cumuli di materiale di demolizione (che nel frattempo sono stati messi sotto sequestro congiuntamente al sedime della Mensa Ocean oggetto di demolizione) contengano amianto e che l’esito delle analisi effettuate sarà disponibile tra alcune settimane. E’ stato confermato che nelle indagini non risultano ad oggi coinvolti professionisti locali e neppure imprese presenti o operanti su territorio di Verolanuova. L’ufficio tecnico comunale sta acquisendo la documentazione eventualmente disponibile presso gli enti competenti e collaborando con gli stessi, al fine di contribuire ad una rapida conclusione delle indagini in corso affinché, se verrà confermata la presenza di amianto, questi cumuli di materiale vengano correttamente smaltiti in discarica autorizzata. L’amministrazione comunale è molto rammaricata per quanto si sta verificando e sarà sempre al fianco degli organismi tecnici deputati al controllo al fine di tutelare la salute dei cittadini: invita inoltre ad evitare congetture che possano ledere paradossalmente l’immagine di Verolanuova e di tutti i cittadini assolutamente estranei a questi accadimenti”.

“Non strumentalizzate questa vicenda”

Stefano Dotti, sindaco di Verolanuova, un sassolino dalla scarpa, dopo il susseguirsi di voci allarmanti degli ultimi giorni, se l’è voluto togliere:

“Si è parlato molto in questi giorni ma noi ci atteniamo ai fatti oggettivi: ad oggi non sappiamo se il materiale nelle aree citate possa contenere amianto. Abbiamo contattato Arpa che ci ha informato che le analisi avverranno nei prossimi 15, 20 giorni. Ci sono due cumuli che sono stati analizzati, vi invito a non strumentalizzare questa questione – ha incalzato – Abbiamo costruito in tanti anni e con tanto impegno un’immagine positiva di Verolanuova con realizzazione di opere, infrastrutture e iniziative e ad oggi qualcuno rischia di mettere in discussione in modo irresponsabile l’immagine di Verolanuova, non dell’Amministrazione, che è estranea a questa vicenda, anche perché ci risulta che sia stato portato un impianto mobile di frantumazione di cui è responsabile la Provincia di Brescia, quindi queste accuse di irresponsabilità politica e amministrativa ci sono estranee in quanto noi siamo competenti per la pratica edilizia, ma per quanto riguarda la pratica di recupero e smaltimento materiale la competenza è della provincia di Brescia. Vi invito davvero a non strumentalizzare questa vicenda”.

Dotti punta il dito contro Tolettini che a suo dire con i video pubblicati sul profilo Progetto Verolanuova ha creato l’errata equazione Verolanuova uguale amianto.

“Il consigliere Tolettini è invitato ad essere più cauto – ha continuato – abbiamo controllato la documentazione e l’area ex Ocean è stata bonificata dall’amianto anni fa. Inoltre deve essere chiaro che non è coinvolto nessun imprenditore che ha lavorato o lavora a Verolanuova, dato che tanti si sono lasciati andare ad insinuazioni. Criminalizzare il fatto che vengano fatti investimenti a Verolanuova, che hanno portato benessere, o gettare un’immagine negativa sul settore dell’edilizia significa criminalizzare tutto l’indotto di chi lavora in questo settore dai tecnici, a chi vende materiale agli impianti elettrici, idraulici e quant’altro. Con il vostro atteggiamento state danneggiando l’immagine del nostro paese, questo non è accettabile”.

Ex Ocean: una ditta chiusa ma in sicurezza

L’assessore Carlotta Bragadina ha incalzato sottolineando che, appresa la notizia, sono andati immediatamente a verificare la documentazione relativa alla Ocean dove le coperture dall’1986 erano sicuramente in lamiera, la ditta ha subito vari ampliamenti nel corso degli anni che naturalmente hanno visto impiegate diverse tecnologie, così è stato interpellato l’amministratore delegato che ha dichiarato che nel 2003 è stato fatto l’ultimo intervento di bonifica di un capannone comunicando l’operazione, come da prassi, sia al Commissario che all’Ats. Alla chiusura l’Ocean aveva fatto quanto dovuto in materia di sicurezza.

La risposta della minoranza

“Un avvocato direbbe che il sindaco ha fatto una excusatio non petita – ha esordito Tolettini che nonostante il tema caldo ha sempre mantenuto un certo aplomb – mi spiace che l’abbiate presa sul personale: ma i cittadini ci hanno contattato. Ho solo riportato quello che altri hanno scritto sui giornali. Nei nostri filmati abbiamo semplicemente chiesto di fare un’assemblea pubblica per dire quello che avete detto: che Verolanuova non è stata oggetto di significativi accumuli. Le responsabilità saranno accertate dagli organi competenti. Non sappiamo quanti metri cubi di terreno siano coinvolti, non lo sa il sindaco, non lo sanno i giudici, perché si parla di deposito di materiale proveniente dalla provincia, quindi finché non c’è la certezza è lecito farsi delle domande. Non è questione di immagine, prima di tutto viene la salute dei cittadini, il fatto che non ci sia amianto o ce ne sia poco è una notizia positiva ma lo sapremo solo al termine delle indagini che sono attive già dal 2024. Noi volevamo questo incontro pubblico perché l’Amministrazione dicesse quello che ha detto, noi siamo stati corretti non abbiamo mai accusato nessuno o fatto nomi, noi abbiamo solo chiesto chiarezza”.

Verolanuova un paese attento alla salute

In ultimo è importante sottolineare che il paese di Verolanuova, proprio per la sua storia di forte espansione industriale avvenuta negli anni ‘60 quando le regole sanitarie e di sicurezza sul lavoro non erano così stringenti, presta una maggior attenzione al fatto di non avere sul territorio ditte ad alto rischio. Come ha ricordato l’assessore Bragadina tutt’ora Ats interagisce con il Comune e con i cittadini che in passato hanno lavorato in attività così dette «rischiose», per informarsi costantemente sul loro stato di salute. Inoltre i tecnici del Comune hanno sottolineato quanto il Pgt nel corso degli anni abbia subito diverse variazioni proprio per rendere sempre più stringente la possibilità che ditte con attività rischiose per la salute potessero insediarsi sul territorio. E la buona notizia è che ad ora nel comune di Verolanuova non sono presenti attività rischiose per la salute dei cittadini e di chi lavora.