Carugate (MI)

Va in Polizia Locale per l’auto confiscata e minaccia tutti di morte: arrestato

E' accaduto al Comando di Carugate: il timore iniziale era che l'uomo fosse armato di pistola

Va in Polizia Locale per l’auto confiscata e minaccia tutti di morte: arrestato

Per settimane, e in più occasioni, ha intasato il centralino del Comando di Carugate con le sue chiamate, intrise di insulti e minacce anche pesanti. Tanto che a dicembre 2025 era già stato denunciato a piede libero. Quasi uno stalker, sotto certi punti di vista.

Va in Comando e minaccia tutti di morte

Il culmine della vicenda che ha visto protagonista (in negativo) un 38enne italiano è stato, però, raggiunto mercoledì mattina, 18 febbraio 2026, quando si è presentato nella sede della Polizia Locale palesando la possibilità che fosse in possesso di una pistola. Aspetto, per fortuna, poi scongiurato a seguito della perquisizione.

L’arresto del 38enne esagitato

È stato arrestato con le accuse di minacce e resistenza a pubblico ufficiale l’uomo che si è palesato all’interno del Comando di via 20 Settembre per protestare, per l’ennesima volta, per la confisca della sua auto. Sul finire dello scorso anno era stato sorpreso al volante della macchina, una Peugeot, senza copertura assicurativa. Da qui il sequestro.

Le proteste per la confisca dell’auto (senza assicurazione)

Peccato che, in seguito, con l’obiettivo di vedersi revocare il fermo del mezzo, avesse deciso di raggiungere il Comando proprio a bordo dell’auto che sarebbe dovuta rimanere ferma in box, sequestrata sì, ma sotto la sua responsabilità. Per questo era scattato il provvedimento successivo: la confisca e (quindi) la perdita della titolarità del bene.

E si è arrivati a mercoledì.

“Dite al comandante che vengo lì armato e gli sparo – ha urlato al telefono, nell’ultima chiamata che ha fatto prima di presentarsi di persona sul posto – Oppure lo faccio davanti alla sua famiglia. Vi ammazzo tutti e poi vado a costituirmi”.

Il timore che avesse con sé una pistola

Gli agenti che hanno ricevuto la chiamata non pensavano certo che il 38enne si presentasse davvero al Comando. E quando l’hanno visto arrivare in via 20 Settembre, parecchio agitato, il primo obiettivo è stato scongiurare che avesse con sé un’arma. E tra altre minacce di morte e insulti proferiti, il pubblico ministero ha disposto per lui l’arresto in flagranza di reato.

Il processo per direttissima

Trattenuto per una notte in camera di sicurezza, il 38enne, un italiano che risulta essere residente nel Lodigiano, è comparso il giorno successivo al Tribunale di Monza per la convalida del fermo. L’arresto è stato convalidato: in attesa della prossima udienza del processo, prevista per maggio, l’uomo è stato sottoposto alla misura del divieto di dimora nei Comuni di Carugate e Pessano con Bornago, che sono quelli di competenza del Comando Martesana Ovest della Locale.