Internazionale

Lukaku chiede spazio: da qui alla fine si gioca il Mondiale

Romelu Lukaku da quando è tornato in gruppo ha accumulato solo 41 minuti in campo, conditi anche da errori gravi.

Lukaku chiede spazio: da qui alla fine si gioca il Mondiale

C’è un momento, nella carriera di ogni grande attaccante, in cui il tempo sembra stringere e le occasioni pesano il doppio. Per Romelu Lukaku quel momento è adesso. A Napoli si gioca una fetta importante del suo futuro, forse l’ultima grande curva di un percorso vissuto sempre sotto i riflettori. Per se stesso e per il club che un anno fa gli aveva restituito centralità e ambizione.

La scorsa stagione era stata quella della rinascita, complice la fiducia di Antonio Conte. Poi, l’infortunio grave nell’ultima amichevole estiva a Castel di Sangro ha cambiato tutto. Da lì in avanti, il campo si è fatto lontano. I numeri raccontano una realtà difficile: appena 41 minuti complessivi tra campionato, UEFA Champions League e Coppa Italia. Un’occasione fallita contro la Juventus al debutto stagionale, un rigore sbagliato contro il Como 1907 che è costato l’eliminazione dalla coppa nazionale. Troppo poco per un centravanti abituato a decidere stagioni.

Eppure la leadership non è mai venuta meno. Nello spogliatoio Lukaku resta un riferimento, uno di quelli che alza la voce quando serve e protegge i più giovani. Ma è il campo a determinare le gerarchie, e lì oggi davanti a lui c’è Rasmus Højlund, diventato imprescindibile nello scacchiere offensivo. Il danese lo sostiene, lo stima, e in teoria potrebbe anche affiancarlo. In pratica, però, la condizione fisica di Big Rom non è ancora al livello richiesto.

Il contratto fino al 2027 e un ingaggio da sei milioni più bonus certificano l’investimento del Napoli. Ma il futuro resta un rebus. Dall’Arabia Saudita continuano a monitorarlo, mentre nel cuore di Lukaku c’è l’idea romantica di chiudere la carriera all’RSC Anderlecht. Non ora, però. Non prima di un ultimo grande obiettivo: il Mondiale con il Belgio, da vivere da protagonista.

Le immagini della sua stagione sono già simboliche. A terra a Castel di Sangro, con la coscia dolorante. A Riad, più motivatore che attore principale. E poi le mani tra i capelli dopo il rigore fallito. Fotogrammi di un’annata sospesa, in cui il linguaggio del corpo racconta la frustrazione di un leone in gabbia.

Lukaku sa che il tempo delle attese è finito. Servono minuti di qualità, anche pochi, da trasformare in segnali forti. Il Napoli ha bisogno del suo peso specifico nella corsa Champions, lui ha bisogno del Napoli per riprendersi la scena. Per ricordare a tutti perché, quando è al massimo, resta un centravanti unico. Il finale è ancora da scrivere. E Romelu vuole che sia da re.