Non ha fatto in tempo ad assestarsi la neve caduta giovedì 19 febbraio che, nella mattinata di venerdì 20, è stato il vento a prendersi la scena sulle montagne bergamasche. Raffiche impetuose hanno sferzato creste e valloni, modellando il nuovo manto bianco e ridisegnando il paesaggio in quota.
Raffiche oltre i 100 chilometri orari
A testimoniarlo sono i dati delle stazioni del Centro meteo lombardo. Il picco massimo nella Bergamasca è stato registrato al Rifugio Curò, dove le raffiche hanno sfiorato i 100 chilometri orari (109, per la precisione).
Non molto distante, al Rifugio Capanna 2.000, sopra Oltre il Colle, le raffiche hanno raggiunto gli 89 chilometri orari, mentre al Rifugio Passo San Marco, sopra Mezzoldo, l’anemometro si è fermato a 71.
Numeri che raccontano di una montagna tutt’altro che immobile. Il vento ha infatti trascinato la neve fresca un po’ ovunque, sollevandola dalle creste e depositandola in modo irregolare lungo i versanti. In alcuni punti si sono formati spettacolari quanto insidiosi pennacchi bianchi, visibili persino dal fondovalle: nuvole di cristalli sospese nel vuoto, spinte con forza oltre i crinali.
Attenzione alle valanghe
Ma lo spettacolo, come spesso accade in quota, ha un rovescio della medaglia. L’azione del vento ha creato accumuli disomogenei sui pendii sottovento, dove la neve recente si è depositata senza legarsi agli strati più vecchi. Una situazione che aumenta l’instabilità del manto e che impone prudenza a escursionisti e scialpinisti.
A confermarlo è il bollettino di Arpa Lombardia: il pericolo valanghe resta forte, livello 4 su una scala di 5, su Retiche, Orobie, Adamello e Prealpi Lecchesi. Marcato (indice 3), invece, sulle Prealpi Comasche, Bergamasche e Bresciane. Tradotto: condizioni critiche in molte aree dell’arco alpino lombardo. In presenza di sovraccarichi anche deboli, come il semplice passaggio di uno sciatore, non si possono escludere distacchi di medie e grandi dimensioni. L’invito è chiaro: informarsi con attenzione prima di ogni uscita e valutare con estrema cautela itinerari e versanti, soprattutto quelli esposti al vento.