Resta in carcere il 35enne accusato di omicidio colposo per la morte di Nora Jlassi, la 15enne di origini italo-tunisine trovata senza vita nel gennaio 2025 in un immobile Ater abbandonato a San Bonifacio.
La decisione è stata presa dalla giudice per le indagini preliminari, che ha rigettato la richiesta di sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari. Il processo inizierà a maggio con rito abbreviato.

Negata la scarcerazione al fidanzato 35enne
Nel provvedimento la giudice ha ritenuto che la misura in carcere sia l’unica idonea a garantire le esigenze cautelari ancora presenti, richiamando la capacità a delinquere evidenziata dagli atti e la gravità delle ipotesi di reato contestate, tra cui anche cessioni di sostanze stupefacenti a soggetti minorenni in cambio di prestazioni sessuali.
L’imputato rimane detenuto nel carcere di Montorio. Il giudizio abbreviato si baserà sugli elementi raccolti nel fascicolo del pubblico ministero.
Morte di Nora Jlassi a San Bonifacio
Secondo la ricostruzione della procura, negli ultimi giorni di vita la 15enne aveva partecipato a incontri durante i quali aveva assunto cocaina, metadone e diazepam. Era affetta da polmonite.
Per gli inquirenti, al momento dei fatti la minore si trovava “sotto la custodia” del 35enne, che avrebbe dovuto riaccompagnarla dai familiari, contattare il 118 o condurla in una struttura sanitaria. Il giorno precedente al decesso la ragazza aveva riferito di non sentirsi bene.
Il corpo è stato rinvenuto in un edificio abbandonato, privo di elettricità e riscaldamento. Il decesso sarebbe avvenuto attorno alle 10 del mattino, circa un’ora prima del ritrovamento da parte dei carabinieri.

Gli altri imputati e le accuse
A maggio affronteranno il processo con rito abbreviato anche un veronese, indagato per morte come conseguenza di altro reato per aver ceduto metadone alla minore e la compagna del 35enne, accusata di favoreggiamento personale.
Secondo l’accusa, la sostanza ceduta avrebbe aggravato le condizioni di salute della 15enne. Alla compagna dell’imputato viene contestato di aver cercato di coprire la relazione tra lui e la minore e la cessione di droga. La stessa avrebbe inoltre aiutato il partner a trattenere per alcune ore il presunto fornitore in un garage, costringendolo a registrare un video.
I genitori della vittima si sono costituiti parte civile con i propri legali. Risultano ancora irreperibili un 50enne e un 32enne, accusati di cessione di stupefacenti.