A poche settimane dall’arresto in flagranza dei due truffatori campani responsabili di una truffa ai danni di un’anziana a Belluno — episodio in cui erano stati sottratti gioielli per un valore di circa 30 mila euro, poi interamente recuperati — i tentativi di raggiro continuano a registrarsi sul territorio provinciale.
Boom di truffe a Belluno: trasfertisti campani mettono a segno colpo da 30mila euro
Il 17 febbraio, infatti, al numero di emergenza 113 sono giunte due segnalazioni da parte di residenti di zone limitrofe che hanno riferito di essere stati contattati sulla linea fissa da individui presentatisi come appartenenti alle Forze di Polizia.
Gli interlocutori, con il pretesto di presunte situazioni di pericolo che coinvolgevano familiari, hanno cercato di ottenere dati personali o di convincere le vittime a recarsi presso uffici di polizia, utilizzando un modus operandi volto a creare confusione e ansia, preludio alla richiesta di denaro o preziosi.
Nella stessa giornata, nel pomeriggio, un uomo ultraottantenne si è presentato spontaneamente negli uffici della Questura di Belluno, raccontando di aver probabilmente subito un tentativo di truffa.
Dalle prime ricostruzioni della Squadra Mobile, le modalità utilizzate ricalcano quelle già emerse nei casi precedenti: una telefonata da parte di un falso appartenente alle Forze dell’Ordine, la comunicazione di una presunta clonazione della targa di un parente e il coinvolgimento dello stesso in gravi reati, come rapine o furti, con l’obiettivo finale di indurre la vittima a consegnare denaro o gioielli come forma di “riscatto”.
In tutti gli episodi segnalati, fortunatamente, le condotte sono rimaste allo stadio del tentativo, senza conseguenze patrimoniali per le potenziali vittime.
La Questura di Belluno, impegnata costantemente nell’attività di prevenzione e contrasto a queste forme di criminalità, ribadisce che nel nostro ordinamento non è mai previsto il pagamento di somme di denaro o la consegna di beni preziosi alle Forze di Polizia per risolvere situazioni di emergenza.
L’invito rivolto ai cittadini è quello di diffidare da richieste di questo tipo e di segnalare immediatamente ogni episodio sospetto ai numeri di emergenza 112 e 113.