Lombardia

Sport economy in Lombardia, il tessuto lombardo in fibrillazione

«Le imprese chiedono che infrastrutture e servizi realizzati per l’evento siano pensati fin da subito in chiave post-Olimpiadi: mobilità efficiente, impianti riutilizzabili, promozione duratura dei territori sui mercati esteri. È qui che si gioca la vera partita della legacy: trasformare la visibilità internazionale e l’arrivo di turisti stranieri in relazioni economiche stabili, nuovi mercati e crescita di lungo periodo», spiega il segretario generale di Confartigianato Lombardia, Carlo Piccinato.

Sport economy in Lombardia, il tessuto lombardo in fibrillazione

In concomitanza con le Olimpiadi invernali, il tessuto imprenditoriale lombardo è entrato in fibrillazione.

Le imprese della sport economy in Lombardia sono in fibrillazione

Si sono attivate le imprese attive nella cosiddetta sport economy, che secondo un’indagine di Confartigianato Lombardia sono oltre 5mila, portando la regione più popolosa della nazione sul tetto della classifica italiana delle regioni per numero di imprese nel settore. Nel dettaglio sono infatti 5.816 le attività che operano in questo ambito, con in testa i poli di Milano, Brescia e Bergamo.

«Le Olimpiadi possono essere un volano straordinario, ma solo se diventano un processo che rafforza le filiere e mette al centro le imprese che restano sul territorio. Non solo opere, ma lavoro. Non solo evento, ma sviluppo – sottolinea Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia – perché la legacy non resti uno slogan, servono scelte precise e politiche mirate. Dal mondo delle micro e piccole imprese emerge una richiesta chiara: aiutare le PMI a entrare davvero nelle filiere dei grandi eventi. Questo significa rendere più accessibile la partecipazione alle commesse, semplificare i meccanismi di gara, favorire l’aggregazione tra imprese e rafforzare il collegamento tra chi organizza l’evento e il tessuto produttivo locale. Un secondo fronte decisivo riguarda turismo e servizi. Se quasi un’impresa su quattro tra quelle agganciate alla domanda turistica vede nelle Olimpiadi un’opportunità, è necessario consolidare questo effetto nel tempo: promozione coordinata dei territori, sostegno all’internazionalizzazione e valorizzazione delle filiere locali legate all’accoglienza, all’enogastronomia, alla manifattura di qualità».

«Le imprese chiedono che infrastrutture e servizi realizzati per l’evento siano pensati fin da subito in chiave post-Olimpiadi: mobilità efficiente, impianti riutilizzabili, promozione duratura dei territori sui mercati esteri. È qui che si gioca la vera partita della legacy: trasformare la visibilità internazionale e l’arrivo di turisti stranieri in relazioni economiche stabili, nuovi mercati e crescita di lungo periodo», spiega il segretario generale di Confartigianato Lombardia, Carlo Piccinato.