Annullata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il mese scorso nei confronti di Davide Erba per reati fiscali e corruzione, ex patron del Seregno Calcio e attuale editore dello storico settimanale di informazione locale Il Cittadino.
La decisione del tribunale del Riesame
La decisione l’ha presa il tribunale del Riesame di Milano, che ha accolto l’istanza dell’avvocato Attilio Villa e che aveva già cassato precedenti provvedimenti di sequestro operati ai danni dell’imprenditore. I giudici hanno trenta giorni di tempo per depositare le motivazioni.
Una delle ipotesi è che non abbiano ravvisato il pericolo di fuga (l’editore, nel 2022, ha spostato vita e lavoro negli Emirati, a Dubai), che invece era uno dei presupposti indicati dai pm per non chiedere l’interrogatorio preventivo (istituto introdotto dalla legge Nordio). Bisogna comunque attendere il contenuto del provvedimento, per capire se sia stata una decisione basata sulle esigenze cautelari o se sia entrata nel merito delle accuse e dei gravi indizi.
Di fatto l’annullamento dell’ordinanza svuota di senso anche la richiesta di estradizione nei confronti di Erba, che era stata avanzata dalla Procura.
Le accuse
Sono coinvolti a vario titolo in accuse di corruzione, indebita compensazione di crediti di imposta, falso ideologico anche i due professionisti e consulenti in materia fiscale Lorenzo Rigoni, 42 anni, e Diego Zerri, 59 anni (uno dei due discuterà il Riesame la prossima settimana).
Anche nei confronti di Zerri e Rigoni i pm Cinque e Santini avevano chiesto il carcere, ma il gip aveva deciso per la misura più blanda.
L’ordinanza era rivolta in precedenza anche a una quarta persona, un revisore legale dei conti, che però nel frattempo è deceduto.
L’accusa mossa all’ex numero uno del Seregno Calcio consiste nell’aver cercato di eludere il crac della società editrice del Cittadino, giornale con oltre un secolo di storia alle spalle, attraverso l’indicazione di falsi crediti di imposta che avrebbero dovuto abbattere i debiti con l’Erario. La Procura stessa, che sostiene l’ipotesi di bancarotta, ha chiesto il fallimento dell’editoriale. La decisione è attesa nelle prossime settimane.