Roma (RM)

La visita del Papa ad Ostia: “La malavita sfrutta e ferisce, non cedere alla cultura del sorpruso”

Il Pontefice ha incontrato i bambini del catechismo e i giovani, poi anziani, ammalati, poveri e volontari della Caritas e infine la messa

La visita del Papa ad Ostia: “La malavita sfrutta e ferisce, non cedere alla cultura del sorpruso”

Papa Leone XIV si è recato ad Ostia per visitare la parrocchia di Santa Maria Regina Pacis. Il Pontefice ha incontrato i bambini e i ragazzi esortandoli a “fare squadra”: “Mi sento benvenuto tra di voi”. Poi l’incontro con i giovani, gli anziani, gli ammalati, i poveri, i volontari della Caritas e infine la messa. Durante la celbrazione l’appello a diffondere “rispetto e armonia” davanti alla violenza che “esiste e ferisce”, impiegando “energie e risorse” nell’educazione dei giovani e opponendosi alla deriva della prepotenza e della supremazia del più forte con “la forza disarmante della mitezza”

“Il male che vediamo nel mondo ha le sue radici proprio lì, dove il cuore diventa freddo, duro e povero di misericordia”, “lo si sperimenta anche qui, a Ostia, dove pure, purtroppo, la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall’uso di sostanze; oppure ad opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali”.

“Di fronte a tali fenomeni – ha esortato Leone – invito tutti voi, come comunità parrocchiale, uniti alle altre realtà virtuose che operano in questi quartieri, a continuare a spendervi con generosità e coraggio per spargere nelle vostre strade e nelle vostre case il buon seme del Vangelo. Non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia”.

“Al contrario – ha invocato – diffondete rispetto e armonia, cominciando col disarmare i linguaggi e poi investendo energie e risorse nell’educazione, specialmente dei ragazzi e della gioventù. Sì, che in parrocchia possano imparare l’onestà, l’accoglienza, imparare ad aiutare non solo quelli che ricambiano e salutare non solo quelli che salutano, ma ad andare verso tutti in modo gratuito e libero; imparare la coerenza tra la fede e la vita”.