Cividate al Piano (BG)

Dimissioni del vicesindaco Pagani, una frattura politica che pesa sulla corsa al voto

Il quadro che emerge è quello di una maggioranza logorata, attraversata da scelte individuali, accordi non dichiarati e manovre consumate lontano dai tavoli ufficiali

Dimissioni del vicesindaco Pagani, una frattura politica che pesa sulla corsa al voto

Giovanna Pagani si è dimessa dalla carica di vicesindaco di Cividate, una scelta tutt’altro che formale, che arriva in uno dei momenti più delicati della vita amministrativa del paese e che apre interrogativi pesanti sul clima politico con cui la città si avvicina alle elezioni comunali di giugno.

Il nodo assessori Raimondi – Belotti

Pagani era vicesindaco di Cividate dal 2020, resterà comunque assessore ai Servizi sociali e all’Ecologia, deleghe che continua a seguire con la consueta attenzione. La sua non è un’uscita di scena, ma un passo indietro carico di significato. Figura centrale del gruppo di “Comunità Democratica”, Pagani è stata uno dei pilastri della giunta guidata da Gianni Forlani. Già presente nel primo mandato iniziato nel 2015 come assessore, ha rappresentato per oltre dieci anni un punto di riferimento costante, sempre sul territorio e attenta alle esigenze della comunità. Proprio per questo la sua decisione assume un valore politico che va ben oltre la rinuncia ad una carica. Ed è attraverso una lettera formale, indirizzata al sindaco e alla Giunta, che Pagani ha reso note le sue motivazioni. Le dimissioni maturano dopo una riunione di maggioranza nella quale Pagani spiega:

“Sono venuta a conoscenza della candidatura, alle prossime elezioni comunali, degli assessori Raimondi e Belotti con un’altra formazione politica, che avrà come candidato sindaco l’attuale capogruppo di minoranza Nicola Moioli. Questa loro decisione, già apparsa diverse volte sulla stampa locale e sempre smentita al gruppo di ‘Comunità Democratica’, presa a mia insaputa e comunicata con qualche giorno in anticipo solo al sindaco Forlani, ha sminuito per l’ennesima volta il mio ruolo di vicesindaco all’interno della Giunta”.

La vicenda Chitò

A questo Pagani aggiunge un secondo elemento, altrettanto pesante: la revoca della delega di assessore al consigliere Gloria Chitò. Un atto formalmente legittimo, prerogativa del sindaco, ma che Pagani contesta nel merito. Le motivazioni ufficiali di Forlani parlano di divergenze politiche, assenze e venir meno del rapporto fiduciario.

“Tali affermazioni non trovano riscontro negli atti – sottolinea tuttavia Pagani – Chitò non ha mai votato contro delibere di Giunta o di Consiglio comunale e aveva chiesto un confronto interno che non le è stato concesso. Un passaggio che, agli occhi della vicesindaco dimissionaria, svuota di significato il ruolo della Giunta come organo collegiale e rende marginale la funzione stessa del vicesindaco”.

Verso le elezioni

Il quadro che emerge è quello di una maggioranza logorata, attraversata da scelte individuali, accordi non dichiarati e manovre consumate lontano dai tavoli ufficiali. Un clima fatto di intese sotto banco che oggi appaiono sempre meno mascherabili e dai quali Pagani prende nettamente le distanze.