Rivolta d'Adda (CR)

Sp1 Rivolta-Spino, sindaci contro il declassamento: parte la lettera a Regione, Provincia e Prefettura

Patrini e Galbiati chiedono il ripensamento sul tratto Rivolta–Spino della Provinciale 1: “Scelta incoerente e costi insostenibili per i Comuni”

Sp1 Rivolta-Spino, sindaci contro il declassamento: parte la lettera a Regione, Provincia e Prefettura

Sette chilometri di strada diventano il centro di una battaglia istituzionale: i Comuni di Rivolta d’Adda e Spino d’Adda contestano il declassamento della Sp1 e chiedono tutele per sicurezza, viabilità e risorse economiche.

Una battaglia istituzionale tra Rivolta e Spino

Sette chilometri di strada che, per Rivolta e Spino , non sono soltanto asfalto. Sono collegamenti quotidiani, lavoro, scuola, sicurezza. E ora anche una battaglia istituzionale. La vicesindaca di rivoltana Marianna Patrini e il sindaco spinese Enzo Galbiati hanno deciso di alzare la voce con una lettera indirizzata a Regione Lombardia, Provincia di Cremona e Prefettura di Cremona per chiedere il ripensamento – fino all’annullamento – del declassamento del tratto Rivolta-Spino della Strada provinciale 1. Un provvedimento che riguarda un segmento di circa sette chilometri, in gran parte nel territorio di Rivolta, ma che secondo i due amministratori rischia di produrre effetti ben più ampi, andando a incidere su un’arteria considerata fondamentale per l’equilibrio della viabilità dell’intero.

Un asse strategico per tre province

Nel documento inviato agli enti competenti, Patrini e Galbiati parlano senza mezzi termini di una scelta “incoerente” con la reale funzione della strada. Il tratto della Sp1, spiegano, non può essere trattato come una semplice via comunale: è un asse strategico di collegamento tra le province di Provincia di Bergamo, Provincia di Cremona e Provincia di Lodi e svolge un ruolo chiave per la mobilità quotidiana di studenti e lavoratori. Ma non solo. Lungo quella carreggiata transitano ogni giorno mezzi pesanti e veicoli commerciali diretti verso insediamenti produttivi e aziende agricole, con volumi di traffico che – sottolineano i due amministratori – non sono compatibili con una classificazione comunale. A rendere ancora più delicata la situazione è il ruolo di cerniera che la Sp1 Rivolta-Spino svolge all’interno del sistema viario regionale: il tratto, infatti, garantisce un collegamento diretto tra la Rivoltana e la Paullese, assicurando continuità a uno dei corridoi più utilizzati dell’area.

Costi e sicurezza, la richiesta agli enti

Per Patrini e Galbiati il rischio è duplice. Da una parte, un ridimensionamento formale che non rispecchia la realtà dei flussi e delle funzioni della strada. D’altra parte, un problema concreto di gestione e di costi che finirebbe interamente sulle spalle dei Comuni. Ed è proprio qui che la questione diventa ancora più urgente. Nella lettera si evidenzia, infatti, come il passaggio a strada comunale comporterebbe oneri economici difficilmente sostenibili per Rivolta e Spino. La carreggiata presenta tratti di asfalto ammalorato e potenzialmente pericoloso e, per riportarla in condizioni adeguate di sicurezza, sarebbero necessari interventi strutturali per un valore di diversi milioni di euro. Una cifra fuori portata per le casse comunali. Per questo i due amministratori chiedono che il provvedimento di declassamento venga rivisto e annullato. Ma nella missiva è contenuta anche una richiesta alternativa, altrettanto netta: qualora non si intenda tornare indietro sulla riclassificazione della Sp1, siano Regione e Provincia a farsi carico direttamente della riqualificazione del manto stradale.