Novara (NO)

Associazione Parkinson Insubria Novara: cresce il servizio di trasporto per i malati

Realizzato con Auser e Comune, aiuta chi vive da solo a raggiungere le attività di cura e sarà presto esteso a Trecate e Oleggio

Associazione Parkinson Insubria Novara: cresce il servizio di trasporto per i malati

Da un anno, l’Associazione Parkinson Insubria Novara Odv offre un servizio di trasporto che consente ai parkinsoniani soli o senza caregiver di partecipare alle attività di ginnastica, stimolazione cognitiva e terapie, mantenendo movimento, socialità e autonomia.

Associazione Parkinson Insubria Novara: cresce il servizio di trasporto

Un anno fa, l’Associazione Parkinson Insubria Novara Odv dava il via al servizio di trasporto ideato per agevolare le persone sole o impossibilitate a muoversi in autonomia. Il progetto sperimentale, reso possibile grazie alla collaborazione con il Comune e con i volontari Auser Novara, prevede un passaggio (due volte alla settimana) riservato ai parkinsoniani che vivono soli o che non hanno familiari vicini, garantendo loro la possibilità di continuare a svolgere le attività di cura messe a disposizione dall’associazione.

«Un’esperienza positiva che, a breve, ci apprestiamo a replicare sul territorio di Trecate attraverso un nuovo protocollo d’intesa – ha dichiarato il presidente dell’associazione novarese, Tommaso Vitarelli -. In questi giorni, siamo in attesa di un riscontro anche da parte del Comune di Oleggio dove risiedono sei dei nostri associati che, a causa dell’aggravarsi della malattia e dell’assenza di un caregiver, non riesco più a frequentare i corsi in presenza».

È il caso di Marinella Bertolli, oleggese di 70 anni, che ha ricevuto la diagnosi nel 2018: «Da quando non guido più, per evitare i colpi di sonno dovuti ai medicinali, purtroppo non ho modo di percorrere i 20 Km che mi separano da Novara. L’ideale sarebbe, quindi, poter contare su questo tipo di servizio gestito dal Comune, in modo da continuare con le terapie di cura e rallentare così il progredire della malattia e dei sintomi. Il movimento, per noi, è fondamentale e ci mantiene attivi».

L’Associazione Parkinson Insubria Novara Odv – con sede nella palestra “Riattivati” di via dell’Artigianato, 34 – conta al momento 140 iscritti, tra città e provincia, che possono scegliere di accedere a un vasto programma di attività: la ginnastica adattata, per stimolare la memoria muscolare (in palestra e a domicilio); gli spazi di stimolazione cognitiva, normale e computerizzata, il laboratorio di memoria e la pratica della mindfulness, oltre al supporto psicologico per i caregiver che aiuta a creare e a consolidare il senso di comunità contro la depressione e l’isolamento.

Tra le novità, inoltre, la tangoterapia (due volte al mese), e l’idrokinesiterapia (una volta alla settimana presso il Centro Sportivo Terdoppio) con attività in piscina al fianco dei bagnini e degli istruttori. Stando ai dati rilevati dal Comitato Scientifico novarese che si occupa di questa malattia, in città si stimano circa 200/300 persone affette dal morbo di Parkinson, e almeno 1.200 su tutta la provincia. Un problema in parte ancora sommerso, a cui la sanità pubblica non è in grado di rispondere in maniera adeguata e per il quale diventa decisivo il ruolo delle associazioni di volontariato, tra cui emergono anche le realtà di Vercelli, di Biella e del Vco.

«Ciò che la politica non considera, è che per ogni malato esiste un serio disservizio in termini di visite, di terapie e di assistenza domiciliare, lunghi tempi d’attesa inconciliabili con le esigenze di chi vive una malattia neurodegenerativa che porta all’invalidità, spesso anche totale – ha concluso il presidente Vitarelli -. Attualmente, tramite i nostri programmi, riusciamo a veicolare un supporto continuativo e quotidiano solo all’11% delle persone malate, sempre nella speranza di ottenere una maggiore apertura da parte dello Stato, e delle autorità competenti».