Pozzuolo Martesana (MI)

Ex ballerina morta in casa, chiesta la scarcerazione del compagno: “La perizia non conferma lo strangolamento”

L'uomo è a processo per omicidio volontario. Cruciale la prossima udienza in Tribunale fissata per il 26 febbraio

Ex ballerina morta in casa, chiesta la scarcerazione del compagno: “La perizia non conferma lo strangolamento”

La perizia disposta dal Tribunale non avrebbe fornito ragguagli certi sulla morte violenta per strangolamento: potrebbe essere avvenuta anche per cause naturali. Alla luce di questi riscontri la difesa di Konrad Marek Daniec, ha chiesto la scarcerazione del 44enne, accusato del decesso di Hanna Herasimchyk, che il 13 giugno 2024 venne trovata senza vita all’interno della sua abitazione di Pozzuolo Martesana.

Gli esiti della perizia per la morte di Hanna

Il 44enne, di nazionalità polacca, sta affrontando in Corte d’assise a Milano il processo che lo vede imputato per l’omicidio volontario della compagna, ex ballerina di origini bielorusse. La perizia è stata depositata nei giorni scorsi e finirà al centro del dibattimento in occasione della prossima udienza fissata per il 26 febbraio 2026.  Non sarebbe possibile affermare con certezza che la 46enne sia stata strangolata da una persona o se sia morta per soffocamento.

Venne trovata senza vita nella sua casa

A chiamare i soccorsi quella notte di giugno di due anni fa era stato proprio Daniec. L’autotrasportatore, di origine polacca, aveva raccontato di essere appena rientrato a casa dopo una trasferta all’estero di lavoro e di aver trovato Herasimchyk riversa sul pavimento, ormai senza vita. Venne poi arrestato a dicembre. Secondo gli investigatori, infatti, il rapporto tra i due era violento, anche se non erano mai state presentate denunce, e l’omicidio per strangolamento si sarebbe consumato proprio al culmine di una lite.

“Non confermata l’asfissia da strangolamento”

L’analisi complessiva degli elementi acquisiti “non consentirebbe di raggiungere quella certezza processuale necessaria per affermare che la morte sia stata determinata dall’intervento di un’altra persona, attraverso un meccanismo di asfissia meccanica”. È possibile, dunque, sempre secondo la perizia, che il decesso sia avvenuto per cause naturali e “l’assenza di quegli indicatori patologici specifici e inequivocabili che caratterizzano i processi asfittici” impedirebbe di affermare con certezza che la 46enne sia stata uccisa. La donna soffriva di una patologia al cuore.

Per questo motivo gli avvocati che difendono Daniec, che si è sempre professato innocente, hanno depositato un’istanza di scarcerazione per il loro assistito, che comporti la revoca della misura cautelare dietro le sbarre.