Hanno lo stesso cognome. E lo stesso nome. Naturalmente uno al femminile e uno al maschile.
E da lì non si scappa. E’ certificato dalla carta d’identità.
Poi la parentela con una delle più grandi, leggendarie icone del cinema italiano (seppur declinatasi in rami diversi della stessa famiglia, originaria di Subiaco, nel Lazio).
Per Francesca è una delle prime note che compaiono nella sua scheda: pronipote di Gina Lollobrigida.

Per Francesco è invece quasi solo un accenno. “Lontano parente” di Gina Lollobrigida, si legge nella sua biografia.
In qualche modo “cugini“, insomma.
Francesco e Francesca, Lollobrigida e Lollobrigida
In questi giorni, il “giochino” viene naturale. Fino a qualche anno fa, è inutile anche dirlo, quando si parlava di Lollobrigida, il primo pensiero andava solo alla grande Gina, icona del cinema italiano.
Ma oggi il cognome è in auge sia sul ghiaccio olimpico, e da qualche anno anche nei palazzi della politica italiana.
E allora proviamo a capire: cosa hanno in comune Francesca Lollobrigida e Francesco Lollobrigida oltre al cognome?
Francesca ha trasformato una passione coltivata fin da piccolissima — ha messo i primi pattini a 14 mesi — in una carriera leggendaria. Dalle rotelle allo speed skating su ghiaccio, ha collezionato titoli mondiali, ha vinto medaglie olimpiche di argento e bronzo nel 2022 e, finalmente, il primo oro olimpico nei 3000 metri ai Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 seguito poche ore fa dal bis nei 5000.
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Impresa storica per Francesca
Un risultato straordinario se si pensa che si tratta di una doppietta storica, un exploit che non capita certo a tutti e nemmeno in tutti i Giochi, ancor più guardando al palmares degli azzurri alle Olimpiadi invernali.
Francesca ha mandato in visibilio per la seconda volta in pochi giorni lo Speed Skating Stadium di Rho ed è entrata nella storia dello sport italiano andando a eguagliare i trionfi di solo altri due nostri atleti.
Alberto Tomba nello sci alpino, slalom gigante e slalom speciale a Calgary 1988 e Manuela Di Centa nel fondo: 15 km a tecnica libera e 30 km a tecnica classica a Lillehammer 1994.

Nelle Olimpiadi Invernali fino a poche ore fa nessun altro atleta azzurro era riuscito a vincere due medaglie d’oro individuali nella stessa Olimpiade.
Anche Francesco (coincidenza NON vuole) ieri non ha mancato di esaltarne l’impresa:
La sua è una storia di dedizione estrema, allenamenti tra Italia e Olanda, maternità e ritorno alle competizioni da “mom-athlete”: esempio moderno di equilibrio tra vita familiare e sport di alto livello.
Francesco, sport e benessere fisico declinato in politica
Francesco, nato nel 1972 a Tivoli e laureato in giurisprudenza, ha intrapreso la carriera politica giovanissimo, passando dai movimenti giovanili di destra fino a diventare deputato e — dal 22 ottobre 2022 — Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare nel Governo italiano.
Ai tempi del Fronte della Gioventù era soprannominato Beautiful.
In molti lo associano subito a Giorgia Meloni essendone stato fino a poco tempo fa il cognato avendo avuto una relazione di quattro anni con la sorella della premier, Arianna Meloni.

Il suo legame con lo sport parte da lontano, pur non risultando pratiche agonistiche di rilievo nella sua biografia: è però grande appassionato di rugby, tennis e sci ed è stato assessore allo Sport, Cultura e Turismo nel Comune di Ardea nei primi anni 2000, quindi ha seguito eventi sportivi di grande richiamo (dal Giro d’Italia ai match internazionali) anche da ministro, promuovendo la sana alimentazione e l’attività fisica come strumenti di benessere collettivo.
Passione e impegno, gli altri punti in comune
Oltre all’essere genitori, oltre al nome, al cognome, alla parentela con la Lollo, se c’è un altro filo rosso tra i due, è la passione per ciò che fanno.
Francesca ha trasformato una passione di famiglia in una carriera da leggenda dello sport.
Francesco ha messo impegno nel far coerentemente convivere temi come l’alimentazione sana, lo sport giovanile e la valorizzazione del Made in Italy nelle grandi manifestazioni sportive.
Dunque tra i due c’è un legame reale: la determinazione nel perseguire obiettivi difficili in ambiti totalmente diversi.