Roberto Gualtieri si prepara, in anticipo. Verso la corsa al bis del 2027, scatta, dal Teatro Brancaccio di Roma, la raccolta fondi – tecnologica – per la campagna elettorale a sostegno del secondo mandato dell’esponente Pd. Un avvio che è insieme organizzativo e politico, e che segna l’apertura di una fase nuova in vista delle prossime elezioni amministrative: più partecipazione, più coinvolgimento dei cittadini e i primi pilastri del programma, dalla sicurezza agli investimenti. Al centro dell’iniziativa la presentazione dell’applicazione “Per Roma, con Gualtieri”. La piattaforma, supportata da un sistema di intelligenza artificiale, consente di ricevere informazioni sull’attività dell’amministrazione, avanzare proposte e contribuire alla campagna elettorale attraverso donazioni da 1 a 250 euro, utilizzando un QR code. Un’app pensata anche per essere condivisa, ampliando la rete di sostegno e di partecipazione.
Gualtieri prende posto in prima fila, tra Beatrice Lorenzin e la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, poi sale sul palco. In sala, per il Partito democratico, sono presenti la consigliera regionale e responsabile del terzo settore nella segreteria nazionale Marta Bonafoni, il segretario romano Enzo Foschi, i presidenti e gli assessori municipali, il vicesindaco metropolitano Pierluigi Sanna e il direttore generale del Campidoglio Albino Ruberti. Dalla giunta capitolina partecipano, tra gli altri, gli assessori Alessandro Onorato, Tobia Zevi, Ornella Segnalini, Massimiliano Smeriglio. Per Sinistra civica ecologista intervengono il consigliere regionale Claudio Marotta e il minisindaco della Garbatella Amedeo Ciaccheri. Presenti anche Italia viva, con il consigliere regionale Luciano Nobili e i consiglieri capitolini Valerio Casini e Francesca Leoncini, e Azione, rappresentata dal consigliere regionale e segretario romano Alessio D’Amato. Poco prima dell’inizio arriva anche Goffredo Bettini, accompagnato da Roberto Morassut e Claudio Mancini.
“Non vogliamo solo prepararci alla campagna elettorale. Vogliamo, soprattutto, aumentare la partecipazione e le idee, vogliamo che le persone ci aiutino a governare e fare meglio, in questo ultimo anno e per i prossimi cinque”, ha detto. Quindi ecco il punti cardine per il sindaco che punta al bis: “il risultato più importante è che è tornata la fiducia che a Roma le cose possono cambiare, la consapevolezza che si può fare non elimina quella che c’è ancora tanto da fare. Vorrei che questo anno di campagna elettorale fosse occasione non di propaganda ma di partecipazione” ha spiegato.
Nel delineare i contenuti del prossimo programma, il sindaco ha richiamato il metodo indicato da Patrick Frank, il guru della comunicazione politica americana e non, già spin doctor di Obama e Lula, sottolineando che dire la “verità significa esprimere le idee ma anche dire quali sono i limiti e i problemi, proponendo un programma credibile e che sia vero”. Al centro, ha spiegato, ci saranno sicurezza, innovazione e investimenti: “Parlare di sicurezza, brandendo il tema, può creare effetti opposti come avvenuto con l’Ice”. “Stiamo lavorando a un progetto”, ha annunciato.
E mentre ribadisce la timeline per lo stadio della Roma – con l’inizio dei lavori a marzo 2027 – e la partenza dell’iter per il progetto della Lazio per il Flaminio, il sindaco dà la linea sul come dovrà essere la campagna con alcune parole d’ordine; coinvolgimento, costruzione, condivisione del programma. E l’obiettivo dichiarato di trasformare la fiducia ritrovata in un progetto di città per i prossimi cinque anni.