Sindaci in Palestina, Radice: “Torno con una richiesta chiara: rompere il silenzio”

Il primo cittadino è rientrato dopo quattro giorni tra Betlemme, Gerusalemme e Gerico. "Anche le nostre città possono fare la loro parte, costruendo relazioni, scambi e cooperazione".

Sindaci in Palestina, Radice: “Torno con una richiesta chiara: rompere il silenzio”

Dalla Lombardia alla Palestina per portare un messaggio di pace e vicinanza alle popolazioni colpite dal conflitto: una delegazione di sindaci giovedì 5 febbraio è partita per una missione istituzionale in Terra Santa che si è conclusa oggi, lunedì 9 febbraio. Tra loro anche il primo cittadino di Legnano Lorenzo Radice.

Sindaci lombardi in Palestina

I sindaci lombardi hanno incontrato il collega di Betlemme Maher Canawati e la sua Amministrazione, dai quali hanno ricevuto una speciale targa a ricordo della visita, e si sono confrontati anche con il governatore di Gerico e della Valle del Giordano Hussein Hamayel. Immancabile anche l’incontro con il patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa. Tra i tanti appuntamenti che hanno riempito la fitta agenda di questi quattro giorni, non sono mancate le visite a diverse realtà che si occupano di assistere i più bisognosi e sofferenti.

“Una missione di ‘diplomazia delle città’”

Così racconta Radice al suo ritorno a Legnano:

“Rientro da un viaggio che è stato una vera missione di quella ‘diplomazia delle città’ di cui parlava Giorgio La Pira, sindaco di Firenze a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta: unire le città per provare a unire i popoli. Insieme ad altri sindaci lombardi sono stato in Terra Santa, tra Betlemme, Gerusalemme e Gerico. Non solo nei luoghi simbolo, ma tra le persone che lì vivono ogni giorno e che custodiscono i luoghi cuore della Cristianità, spesso in condizioni sempre più difficili e nel silenzio del mondo. Esiste una Palestina di cui si parla pochissimo, lontana dai riflettori ma segnata dalla guerra, dai muri, dai check point, dalle limitazioni alla libertà di vivere, lavorare, studiare, pregare. Una sofferenza che colpisce intere comunità e, in modo particolare, la minoranza cristiana, sempre più costretta a lasciare la Terra Santa per poter semplicemente continuare a vivere”.

“Costruiremo relazioni, scambi e cooperazione”

E ancora:

“Da questo viaggio torno con una richiesta chiara che ci è stata rivolta da tutti: rompere il silenzio. Perché il silenzio isola, spegne la speranza e svuota lentamente questi luoghi. Anche le nostre città possono fare la loro parte, costruendo relazioni, scambi e cooperazione. E anche noi la faremo, a partire dal coinvolgimento di tutte quelle realtà sociali e religiose che in questi due anni di guerra hanno agito concretamente per la pace, il dialogo e l’aiuto umanitario, spesso lontano dai riflettori. Da qui ripartiamo. Con una responsabilità semplice e netta: non lasciare sola la Palestina, la Terra Santa, e chi la custodisce ogni giorno”.

Infine, un’annotazione sulle spese del viaggio, che non ha gravato sulle casse pubbliche: “Come sempre, il viaggio è stato interamente a mie spese” ci ha tenuto a sottolineare il primo cittadino legnanese.

Nella delegazione anche il sindaco di Arese

Con Radice in Terra Santa c’erano anche i sindaci di Arese (Luca Nuvoli), Seregno (Alberto Rossi), Lesmo (Sara Dossola), Gorgonzola (Ilaria Scaccabarozzi), Lecco (Mauro Gattinoni) e la capogruppo del Polo civico per Meda Rina Del Pero, incaricata dal sindaco di Meda Luca Santambrogio.