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Lindsey Vonn: doppio intervento alla gamba, ospedale blindato

La campionessa americana assistita da chirurghi ortopedici e plastici. Massima riservatezza da parte del Team USA

Lindsey Vonn: doppio intervento alla gamba, ospedale blindato

Il serio incidente che ha coinvolto Lindsey Vonn sulla celebre pista Olympia delle Tofane, a Cortina d’Ampezzo, ha fatto scattare immediatamente un articolato protocollo di emergenza sanitaria e logistica. La sciatrice statunitense, protagonista di una violenta caduta durante una discesa libera, è stata sbalzata in aria dopo un contatto estremamente ravvicinato con il cancelletto, perdendo il controllo e ricadendo in modo traumatico. Subito soccorsa in pista, l’atleta è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Codivilla di Cortina per i primi accertamenti clinici. Fin dalle prime ore, però, è apparso chiaro che il suo iter medico sarebbe proseguito lontano dalle Dolomiti.

Il successivo trasferimento all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è stato il risultato di una scelta ponderata e condivisa tra i vertici del Medical Service regionale e lo staff sanitario della nazionale statunitense. Pur potendo contare su altre strutture di riferimento, come l’ospedale di Belluno, indicato anche in ottica olimpica, il team di Vonn ha preferito affidarsi al nosocomio trevigiano. Alla base della decisione, la necessità di disporre delle più alte garanzie tecnologiche e di competenze altamente specializzate nella gestione di traumi complessi. Il trasferimento in elicottero ha consentito di ridurre al minimo i tempi, permettendo alla campionessa di raggiungere rapidamente la sala operatoria, dove l’équipe chirurgica era già pronta.

A Treviso, Lindsey Vonn è stata sottoposta a un intervento chirurgico particolarmente complesso, che ha richiesto il coinvolgimento congiunto di più specialisti. Non una singola operazione, ma una doppia procedura che ha visto lavorare insieme chirurghi ortopedici e plastici. La priorità è stata la stabilizzazione della gamba sinistra, gravemente compromessa dall’impatto, mentre il contributo della chirurgia plastica si è rivelato decisivo per ridurre il rischio di complicazioni legate all’edema e ai problemi circolatori, frequenti in lesioni di questa entità. Il medico personale dell’atleta ha seguito l’operazione, ma con un ruolo di supporto, lasciando la direzione dell’intervento ai professionisti italiani.

Attualmente la sciatrice è ricoverata nel reparto di Ortopedia, in un contesto di assoluta riservatezza imposto dal team USA. L’Ulss 2 ha confermato che ogni informazione è rigidamente filtrata, nel rispetto delle indicazioni e della volontà della paziente.

Sullo sfondo resta il dibattito relativo alla scelta di gareggiare nonostante un legamento crociato già compromesso, ma i vertici sportivi internazionali hanno ribadito come la decisione fosse esclusivamente dell’atleta, parlando di una fatalità eccezionale, un evento raro e difficilmente prevedibile.