Bergamo (BG)

Elezioni per la Provincia di Bergamo, sì al voto decentrato. Ma Gandolfi cavilla: «I dirigenti…»

Il 15 marzo tremila amministratori alle urne per il nuovo presidente di via Tasso. I seggi sul territorio favorirebbe Gafforelli

Elezioni per la Provincia di Bergamo, sì al voto decentrato. Ma Gandolfi cavilla: «I dirigenti…»

Gran parte della partita si gioca sull’affluenza. Se il centrodestra riuscirà a portare alle urne tutti o quasi i suoi amministratori, Gianfranco Gafforelli molto probabilmente diventerà il nuovo presidente della Provincia. Se invece nelle urne mancheranno voti determinanti, la gara si farà dura e c’è la possibilità che a vincere sia il centrosinistra con Pasquale Gandolfi.

È tutta qui, o quasi, la corsa al trono di via Tasso. Ed ecco perché è determinante la questione dei seggi diffusi. Ovvero la possibilità che sindaci e amministratori possano votare in luoghi decentrati sul territorio bergamasco, e non solo nella sede unica di Bergamo, come avvenuto in passato, più difficilmente raggiungibile.

Pasquale Gandolfi

Le elezioni sono state fissate per il 15 marzo, dalle 8 alle 20. Alle urne dovrebbero andare circa tremila amministratori, dei 243 Comuni bergamaschi. Ma è evidente che, per sindaci e consiglieri comunali che arrivano dalle zone remote della Bergamasca, specie dalle valli, sarebbe molto più agevole votare non troppo distante da casa.

Il voto policentrico in realtà non è una novità. È già stato effettuato nelle province di Cremona, Como e Mantova. In quest’ultima i seggi erano addirittura quattro, per un territorio che conta un terzo degli abitanti della Bergamasca ed è molto meno esteso.

Andrea Tremaglia, Gianfranco Gafforelli, Umberto Valois e Fabrizio Sala

Logica dunque vorrebbe che anche da noi il numero di seggi fosse più dell’unico fissato per consuetudine alla Cittadella dello sport di Bergamo.

Il presidente uscente della Provincia, Gandolfi (…)

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