Nella chiesetta San Filippo Neri in via Roma a Osio Sotto (nella foto di apertura gli interni) sarà possibile partecipare alla mostra The Sound of Silence, una raccolta dei disegni eseguiti dagli alunni delle classi 3A e 3B della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo del paese. Il tema dell’esposizione è il bullismo.
Attraverso le loro opere, ragazzi e ragazze hanno raccontato come sia doveroso, fin da giovanissimi, imparare a dire di no a ogni forma di bullismo e di violenza. Rilievo verrà dato anche all’arte musicale, dato che, in continuità con il titolo della mostra, alcuni alunni suoneranno con il flauto proprio The Sound of Silence del duo Simon & Garfunkel.

L’inaugurazione è in programma per sabato 7 febbraio, alle 16.30, e sarà possibile ammirare le opere degli studenti per tutto il fine settimana: il sabato fino alle 18.30, mentre la domenica ci sarà un’apertura mattutina dalle 9.30 alle 12.30 e una pomeridiana dalle 16.30 alle 18.30.
La mostra è stata curata dal professore di arte Luca Campus. «Sia io che mia moglie siamo stati vittima di bullismo – spiega il professor Campus -. Io quando avevo l’età dei miei studenti. Mi prendevano in giro per il nome e per l’aspetto fisico. Anche mia moglie, anche lei insegnante, ma di musica, qui a Osio Sotto, è stata vittima di bullismo. Quando era alle superiori la prendevano in giro perché era la prima della classe. Passava i sabati e le domeniche chiusa in casa a studiare e il lunedì mattina le amiche, che invece avevano passato il fine settimana in giro, le chiedevano di copiare le versioni di greco e latino».
Campus è un artista che da anni tratta il tema del bullismo e del femminicidio, sia nelle sue opere che con i suoi studenti: «Ogni materia deve parlare anche dei temi di educazione civica e questo è il mio modo per affrontarli e per far nascere un dialogo».
Il professore spiega che per lui ogni schizzo è un’opera d’arte ed è molto contento dell’entusiasmo con cui ragazzi e ragazze delle sue classi hanno aderito all’iniziativa: «Saranno esposti tutti i disegni. Non c’è stata una selezione. Verranno mostrati anche i disegni degli alunni portatori di disabilità, perché l’arte è inclusione e un modo per esprimersi». Una mostra inclusiva quindi, in cui ogni voce conta: «La sto allestendo nei pomeriggi dopo scuola con i miei alunni».
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Il murales realizzato nel 2019

Il murales realizzato nel 2019

Il professor Campus durante la realizzazione del murales nel 2019
Non è la prima volta che il professor Campus dedica la sua arte al sociale: «Nel 2019 avevo realizzato con i ragazzi un murales contro il bullismo. Quel dipinto esiste ancora, anche se è rovinato dal tempo e dalle intemperie. Si trova sul muro adiacente alla Scuola dell’Infanzia. C’è chi vorrebbe eliminarlo perché non lo ritiene consono, dicendo che non sono temi adatti ai bambini di quell’età. Io rispondo che bisogna insegnare da subito che il bullismo è sbagliato».
Tra i desideri di Campus c’è anche quello di restaurare proprio quel il murales: «Magari durante il Cre. Potrebbe essere una bella iniziativa per permettere a quei bambini, che qualche anno fa spiavano curiosamente i ragazzi più grandi mentre mescolavano i colori e davano vita a un disegno, di essere i protagonisti loro stessi del rinnovo».